25° Missione Indiana – Ottobre 2019

Obiettivi

  • Visite Mediche a tutti gli adulti e bambini che si presenteranno durante i giorni di permanenza dei volontari H.H.P.P.;
  • Vaccinazioni Antiepatite B a centinaia di bambini delle varie Scuole di Thullur e Villaggi limitrofi;
  • Aggiornamento delle schede dei bambini adottati a distanza col Progetto Jeevan sia a Thullur che nel Kerala per riportare notizie aggiornate in Italia alle famiglie adottive;
  • Controllo del pieno utilizzo del Complesso Sanitario Mary Matha Dispensary di Thullur con i 2 punti acqua potabile e degli Ambulatori Dentistico ed Oculistico;
  • Consegna di tutti i farmaci, vestiti e giocattoli portati dall’italia per i bambini e le loro famiglie.

Partecipanti:

  1. Arampatzi Foteini – Volontaria – Thessaloniki (Grecia)
  2. Borruto Salvatore – Volontario – S.Giorgio a Cremano
  3. Cappelletti Roberto – Medico – Como
  4. Deorsola Barbara – Medico – Pecetto Torinese
  5. Martini Giorgio – Medico – Montecatini Terme
  6. Mazzoni Tiziana – Pediatra – Firenze
  7. Mezzacappa Giulia – Medico – Torino
  8. Tesio Rachele – Medico – Carmagnola
  9. Tombaresi Giorgio – Volontario – Firenze
  10. Zampieri Massimiliano – Volontario – Seregno
  11. Zaremba Maria – Infermiera – Montecatini Terme

Programma

Sabato 19 – Partenza dall’Italia
Domenica 20 – Arrivo a Thullur
Lunedì 21 – Mary Matha Dispensary – Visite ai bambini adottati e ai malati
Martedì 22 – Villaggio Parimi – Vaccinazioni e visite mediche
Mercoledì 23 – Villaggio Nelapadu – Visite mediche
Giovedì 24 – Villaggio Rayapudi – Visite mediche
Venerdì 25 – Villaggio Dondapadu – Visite mediche
Sabato 26 – Villaggio Vykundapuram – Visite mediche
Domenica 27 – Festa in Parrocchia.
Lunedì 28 – Partenza da Thullur verso il Kerala – Arrivo a Kanjirappally Orfanotrofio Assisi Baby Sadan
Martedì 29 – Aggiornamento Adozioni a distanza Assisi Baby Sadan
Mercoledì 30 – Aggiornamento Adozioni a distanza Assisi Balika Bhavan a Kottayam

Giovedì 31 – Controllo x aggiornamento lavori nuovo Hostel a Kanjirappally
Venerdì 01 – Partenza per Kochin
Sabato 02  – Arrivo in Italia

 

GALLERIA FOTOGRAFICA MISSIONE

 

Diario Giornaliero

Oggi inizia la nuova missione sanitaria ed umanitaria di H.H.P.P. Onlus, la 49° dalla fondazione dell’associazione stessa, la 25° in India. Questa volta sono 3 i gruppi di volontari che partiranno da varie regioni italiane per raggiungere tutti insieme la terra di Gandhi: 5 volontari prenderanno il volo da Milano, 4 da Bologna e 2 già partiti da Napoli li troveremo direttamente a Vijayawada. Per noi 4 volontari in partenza dalla Toscana il viaggio è iniziato a Montecatini: l’Infermiera Mirela ed il Dr George di buona mattina si sono indirizzati, con il solito pulmino preso a noleggio ultracarico delle consuete valigie stracolme del tutto e di più, verso Firenze dove erano attesi dalla Pediatra Tiziana e dal marito, il Volontario Giorgio, re dei palloncini. Tranquillo viaggio autostradale ed arrivo in ultra perfetto orario a Bologna (il Dr George è sempre abbastanza ansioso alla partenza per cui preferisce ed obbliga tutti a partire molto presto) dove ci siamo subito recati ai banchi chek-in della Emirates ove una solerte addetta ci ha bloccato per oltre 1 ora; prima non c’era la comunicazione della concessione di un sovrappeso di 10 Kg per ogni passeggero, dopo i bagagli a mano erano troppi ed occorreva mandarne qualcuno in stiva. A niente sono valse le rimostranze del Dr George il quale ha fatto cortesemente notare che da oltre 10 anni H.H.P.P. vola con Emirates per andare in India e mai erano stati sollevati questi problemi; col passare del tempo e della discussione il Dr George si è notevolmente innervosito tanto da muovere a compassione un’altra impiegata, molto più disponibile ed accomodante che con gentilezza ci ha risolto il problema. Sbrigata questa pratica indispensabile, ci siamo rifocillati ad un punto ristoro dell’aeroporto in attesa della partenza. In perfetto orario partenza su di un DC 777-300 direzione Dubai dove atterreremo in nottata. Ci risentiamo in terra araba o meglio sopra al cielo arabo. Alle 23,30 ora locale siamo arrivati a Dubai dove abbiamo avuto il piacere di riabbracciare gli amici Dott Roberto ed il mitico Max, e di fare conoscenza delle 3 nuove Dottoresse provenienti da Torino. Stimolati da queste emozioni ci sediamo sereni e tranquilli in attesa della partenza del nuovo volo Emirates che alle 02,35 ci porterà in terra Indiana ad Hyderabad

La luce del giorno inizia ad inondare pian piano l’abitacolo del nostro aereo, i passeggeri iniziano a risvegliarsi dal salutare sonno emettendo versi più o meno animaleschi, ed eccoci pian piano avvicinarci alla agognata terra indiana, meta da oltre 16 anni di missioni sanitarie ed umanitarie di HHPP. Alle ore 8,25 del mattino, fuso orario indiano, atterriamo ad Hyderabad dopo un riposo non proprio completo. Qui ci scontriamo con la farraginosa macchina burocratica indiana che ha a dir poco dell’assurdo. Appena sbarcati il primo impegno amministrativo è quello dell’immigrazione: noi ci eravamo premuniti in Italia facendo online il visto per l’India, sperando di essere tra i pochi che non lo facevano in questa modalità ma attraverso le agenzie di viaggio, e per questo avere una corsia preferenziale per l’agognato timbro sul passaporto.
Al desk dei visti online ci saranno stati un centinaio di viaggiatori esteri europei, inglesi e tedeschi, i quali , tutti avanti a noi per precedenza, potevano farci perdere il volo in coincidenza per Vijayawada. Tutti a guardare ansiosamente la fila che si snodava a malapena (perché fra l’altro alcuni computer si sono messi a fare le bizze), gli occhi dei volontari HHPP nervosamente sulle lancette dell’orologio per controllare se rimaneva il tempo necessario per il chek-in del volo interno. Come Dio ha voluto i primi 5 hanno ottenuto il visto; 1 è stato lasciato di guardia agli altri 4 ancora invischiati nella chilometrica fila, e 4 si sono recati al ritiro bagagli. Almeno qui finalmente nessun problema, salutiamo affettuosamente Sr Jain che si carica nella jeep del Dispensario tutte le 20 VENTI!!! valigie portate al nostro seguito; recuperiamo gli amici mancanti, voliamo al banco accettazione della Spice Jet dove ci danno immediatamente la carta di imbarco e ci precipitiamo al controllo doganale. Come primo intoppo al Dr George volevano farlo passare al controllo normale sotto il metal detector (secondo loro molto sicuro) anche se il cardiopatico aveva fatto presente di essere portatore di pace-maker cardiaco; nonostante le rassicurazioni del personale, il Dr George quasi distruggendo una colonnina delimitante l’ingresso ai metal detector, è riuscito a non passare attraverso le “pericolose radiazioni”, ma in seguito ha dovuto sottostare, come quasi tutti i Volontari, alla accurata solerzia ispettiva di un addetto che ha trovato a tutti qualcosa facendo perdere tempo prezioso. Terminato lo strazio del controllo via di gran lena verso il gate di imbarco, dove abbiamo finalmente preso il sospirato aereo.
Arrivati a Vijayawada siamo stati sommersi dagli abbracci fraterni delle Suore del Dispensario e con il mitico tuttofare Scuolabus ci siamo finalmente addentrati nella realtà agricola e povera di questa regione dell’India. Dopo circa un’ora e mezza, sotto un sole cocente ed una umidità che ci fa percepire almeno 40°C sulla nostra pelle, arriviamo al Mary Matha Dispensary dove, dopo un calorosissimo saluto da parte di tutte le Suore, ci concediamo un meritato riposino, in attesa che Sr Jain arrivi con tutte le nostre valigie. Stasera alle 21 arriveranno anche i Volontari provenienti dalla Campania e Max, il Dr Roberto, Sr Jain, con alla guida il mitico Michel si sono addentrati nella buia notte indiana per recuperarli.
Domani inizia il nostro lavoro vero e proprio con le visite agli abitanti di Thullur e villaggi limitrofi e controllo delle adozioni a distanza.
Buonanotte Italia da una caldissima India.

Alle prime luci dell’alba (si fa per dire…) dopo un utile sonno ristoratore i volontari si sono apprestati alle personali azioni del risveglio per iniziare la prima vera giornata di questa missione in India. Dopo ad una energizzante colazione abbiamo iniziato la nostra attività ambulatoriale al Mary Matha Dispensary accogliendo come sempre chiunque si è presentato, con riguardo particolare ai bambini. Nelle varie postazioni da visita i nuovi e gli stagionati volontari si sono prodigati tutta la mattina nella loro attività mentre il dr George era impegnato nell’aggiornamento delle adozioni a distanza. Di casi particolari segnaliamo: una ragazzina di 16 anni si è presentata per un forte dolore alla gamba sinistra in esiti di drenaggio chirurgico su di un edema periosteo muscolare. Considerata la probabile natura cronica di tale dolore, non è rimasto altro alla Dottoressa Barbara che somministrare un adeguato antidolorifico. Ad una bimba affetta da piede piatto le Dottoresse Rachele e Tiziana sapientemente non hanno prescritto alcun farmaco, ma hanno suggerito, istruendo la piccola e la mamma, degli esercizi quotidiani di postura e deambulazione. Gli altri pazienti si lamentavano come sempre di dolori diffusi, astenia e mal di testa. A tutti comunque i volontari hanno prestato la giusta attenzione, compresi quei giovani furbacchioni i quali, nella speranza di ottenere un piccolo premio, lamentavano i sintomi più disparati. Fra una visita e l’altra siamo arrivati alle 2 del pomeriggio, pranzo al Dispensario, riposo di un’oretta (almeno per il Dr George) mentre i più giovani si sono dilettati a giocare a pallavolo con i piccoli delle Scuole delle Suore, generando l’entusiasmo di tutte le bimbe dal momento che a loro non è concesso giocare essendo la palla a volo un gioco riservato solo ai maschi. Alle 16 abbiamo ripreso le visite mediche che si sono protratte fino a buio; abbiamo riscontrato 259 controlli sanitari effettuati ed ogni volontario si è prodigato al meglio nella propria attività.
Domani ci attende il primo villaggio extra Thullur comprese le 600 vaccinazioni Anti-Epatite b.
Colpisce veramente tutti noi vedere attraverso gli occhi stupiti di questi bambini come la loro anima candida riesca ad emozionarsi anche per le piccole cose.

La mattinata è iniziata “dolcemente” dal momento che a colazione ci sono state presentate le “love letters”, non lettere d’amore di carta, ma dolci tipici indiani tipo crèpes ripiene di cocco e zucchero. Con l’animo, e soprattutto lo stomaco così rifocillato, siamo partiti con il consueto Scuolabus alla volta di Pedaparimi, località già conosciuta alcuni anni or sono da HHPP. Sotto una sottile insistente pioggerella, abbiamo raggiunto la Scuola Saint Mary ove l’accoglienza è stata più che calorosa: ghirlande di fiori, battiti di mano, pioggia di petali passando attraverso due ali di bambini entusiasti per la nostra presenza (almeno fino a quando non hanno assaporato gli agi delle siringhe per i vaccini). Posizionati in un ampio locale, ci siamo sistemati in 7 postazioni ove Max misurava la temperatura ai bambini all’ingresso, Giorgio e Foteini alla distribuzione di dentifrici,spazzolini da denti e saponetta ai vaccinati, Barbara Giulia Rachele Roberto e Tiziana alle iniezioni, Mirela alla farmacia ed il Dr George battitore libero dove c’era bisogno. Il lavoro è iniziato in modo spedito ed in un ordine quasi perfetto fino a quando il primo piccolo non ha iniziato a piangere ed immediatamente il panico si è diffuso fra chi aspettava e piangeva ancor prima di vedere i Medici. Nel frattempo i bambini, rigorosamente suddivisi fra maschi e femmine, attendevano con pazienza seduti lungo il corridoio antistante, brandendo in mano il foglietto con i propri dati anagrafici.
Il lavoro si è svolto in modo frenetico fin dall’inizio: da una parte le Suore preparavano le siringhe mentre i Volontari HHPP, ognuno nelle proprie postazioni, smistavano i bambini come in una catena di montaggio. Tutta questa organizzazione ha permesso a fine giornata di contare la bellezza di 592 Vaccinazioni Antiepatite B Prima dose. Terminata questa parte del nostro impegno, si sono susseguiti una ventina di controlli sanitari ai funzionari ed agli insegnanti della Scuola che non si sono fatti perdere l’occasione di una visita da parte dei Medici Italiani.
Alle fine di questa giornata, dobbiamo far presente una cosa molto importante: ci siamo dimenticati di Salvatore (e dire che non è neanche troppo piccolo da non essere visto) ma ciò non dipende dalla mancanza d’affetto che tutti noi nutriamo nei confronti di questo nuovo Volontario, ma dal fatto che è stato sempre impegnato nella documentazione fotografica per noi essenziale.
A proposito di Salvatore, la sua presenza è stata per noi indispensabile le perché con la sua fantasia spontanea napoletana ha intrattenuto i bambini sia prima che dopo la vaccinazione: possiamo affermare che HHPP ha anche un’azione educativa!!!

Il primo risveglio del mattino è stato salutato da una antipatica pioggerellina persistente che impregnava pesantemente tutto il territorio di Thullur. Ma come accade per tutte le evenienze di questa vita questo lato negativo è stato subito ripagato a pieno dalla realtà che abbiamo trovato nel villaggio di Nelapadu, nostra meta odierna: la terra divenuta melma dalla pioggia ora incessante ha impedito (come era successo gli anni precedenti) di vederci impegnati nel trasbordo sul cassone del carretto trainato dal trattore e soprattutto la camminata fino alla Chiesetta del paese, nostra sede ambulatoriale. Non sono mancati fiori a volontà, rulli di tamburi, trombette più o meno intonate e mortaretti a gogo. Terminato il simpatico spettacolo abbiamo iniziato ad approntare l’interno per le nostre visite: consuete postazioni per i volontari nell’angusto spazio della piccola Chiesa. La mattinata è trascorsa nella serenità del lavoro di tutti, nella gioia del nostro impegno nel donare serenità a tutti, con un po’ di difficoltà legata all’affluenza veramente importante in poco tempo considerato il piccolo villaggio. Nonostante queste “piccole” difficoltà siamo riusciti ad effettuare un discreto numero di visite mediche, per l’esattezza 119. Lo spirito umanitario di Mirela è stato messo a dura prova da un cagnolino randagio che la fissava con aria mesta e con la lingua penzoloni; immediatamente Mirela ha cercato un contenitore per portare acqua al povero animale. Questo però, non appena il fresbee pieno del liquido essenziale, utilizzato per l’occorrenza gli è stato posizionato davanti al muso, si è girato dall’altra parte, disdegnando il dono e generando delusione nell’affezionata animalista.
Una giusta riflessione di Tiziana, considerando fortunatamente la non gravità dei casi odierni giunti alla nostra osservazione, è che oggi è stata più una giornata di festa per tutti sia pazienti che noi stessi.
Giorgio ad un vecchietto insistente all’inverosimile nella richiesta di vestiti della sua taglia, non disponibili al momento, sfoggiando lui una bella camicia rosa, ha proposto un paio di mutandine femminili rosa come pendant! Ha ovviamente ricevuto un’occhiata fulminante immediata.
Barbara vuole sottolineare più di sempre l’impegno costante e instancabile di tutte le Suore che ad ogni momento sono pronte a risolvere ogni nostro problema.
Salvatore ci fa riflettere considerando che dalla profondità degli occhi dei bambini riesce a trasparire la serenità interiore della propria età anche se la realtà della vita quotidiana li porterebbe ad essere diversi.
Giulia vuole sottolineare la dignità di queste persone anche se nella povertà eclatante di questo villaggio tutto, dal vestiario alle acconciatore agli odori corporei farebbe supporre anche il contrario.
Roberto rimane piacevolmente sorpreso dalle festosa accoglienza che ogni anno piccoli e più grandi gli riservano, segno tangibile di qualcosa di buono lasciato nei loro cuori.
Rachele si rende conto di riuscire a lavorare più serenamente, nonostante le difficoltà ambientali, assorbendo la tranquillità che questi pazienti traspirano.
Max è sempre colpito dalla gioia riscontrata da chi riceve le piccole cose da noi portate dall’Italia, dimostrazione della grande povertà esistente e della profonda riconoscenza.
Foteini considera che dopo l’esperienza di questi giorni, sarà per lei difficile andare in qualsiasi luogo e non essere accolta da una pioggia di petali profumati e da schiamazzi di bambini festanti .
Domani trasferimento ad un altro Villaggio, sperando che il sole ci accompagni.
E’ facile concludere le nostre considerazioni riflettendo quanto più sereno sarebbe il mondo se tutti ci impegnassimo a migliorare la qualità delle esistenze dei più bisognosi che incontriamo.

Il risveglio del mattino è stato salutato da un bel sole splendente, bellissimo a vedersi con i colori resi brillanti della campagna di Thullur; purtroppo con tutta la pioggia caduta ieri l’umidità dell’aria è andata alle stelle per cui il fresco mattutino è scomparso in pochi minuti. Alle 7,30 quando il Dr George ha raggiunto il Mary Matha Dispensary dalla sua camera al Convent, ha trovato Sr jain che era da poco impegnata in una crisi cardio-respiratoria di una giovane donna ipertesa in notevole sovrappeso corporeo. Subito i Medici si sono resi conto che si trattava di un inizio di scompenso cardiaco con grave difficoltà respiratoria e ortopnea (necessità per respirare di stare in posizione seduta). Subito approntata la terapia necessaria con Ossigenoterapia, Inalazione di Beta2agonisti, Iniezione endovenosa di diuretici e calcioantogonisti sub linguali, in una mezz’ora la paziente è stata meglio ed ha potuto tornare alla propria abitazione con un’adeguata terapia anti-ipertensiva associata a necessari consigli sugli stili di vita (dimagrire!!!). Forse dopo questo sarebbe arrivato il momento di recarsi a colazione? No perché nel frattempo era arrivato un uomo anziano dell’apparente età di oltre 70 anni, diabetico portatore di una vistosa medicazione sulla pianta del piede sinistro. Più che di una medicazione si trattava di un ammasso di cotone idrofilo che, una volta rimosso, ha smascherato un profonda ulcera alla base l’alluce. E fin qui niente di particolare se non che il Dr George ha notato un “brulicare” strano in detta ulcera. Potete immaginare la sorpresa sconvolgente quando si è reso conto che quell’immagine era determinata da una trentina di vermi che si erano annidati nel tempo nella ferita. E dire che il nipote che aveva accompagnato il nonno, ha detto su esplicita domanda di Sr Jain che la ferita era pulita e che l’anziano era venuto SOLO perché aveva un forte dolore al piede. Subito è stata approntata una accurata pulizia dell’ulcera, antidolorifici per bocca ed intramuscolo, una robusta dose di antibiotico sempre per via intramuscolare e medicazione (come il buon Dio comanda) con la raccomandazione di tornare l’indomani per vedere se qualcuno dei non graditi ospiti fossero rimasti nel luogo di infezione. Dopo colazione ci siamo recati al conosciuto Villaggio di Rjapudi, dove ci ha accolto il consueto comitato di accoglienza insieme al Parroco, con lancio di petali di fiori, sorrisi ed abbracci. Nella consueta Chiesetta, unico ambiente in loco adatto a simil–ambulatorio abbiamo predisposto le nostre consuete postazioni. Lavoro trascorso celermente e con pochi intoppi interrotto solo purtroppo dalla presenza di una piccola di 6 anni che è arrivata all’osservazione della Pediatra Tiziana per far controllore gli esiti di una profonda e diffusa ustione all’addome, torace e parte inferiore della gamba sinistra causata in tenera età dal latte bollente. Gli animi di tutti i volontari, fino ad allora rallegrati dalle urla festanti dei bambini al ricevere un piccolo dono dopo aver sostenuto la visita medica, si sono immediatamente “raffreddati” pensando alla sofferenza che doveva aver patito la piccola per tutto il tempo nell’immediato post evento ustionante, ed a quanto avrebbe dovuto ancora soffrire dal momento che i cheloidi cicatriziali, divenuti duri e spessi come il cuoio, avranno sicuramente delle importanti conseguenze durante la crescita. Cosa ha potuto fare l’azione di HHPP? Purtroppo ben poco, se non consegnare al padre della giovane una quantità di crema nutriente ed emolliente per ammorbidire le vecchie cicatrici. Forse l’unica soluzione sarebbe stato l’intervento chirurgico di plastica cutanea, ma sarebbe possibile data l’estensione delle cicatrici? Domani Sr Jain contatterà il Parroco per vedere cosa l’Associazione potrà fare per aiutare questa piccola.
Riflettendo sul lavoro fatto e sulle patologie affrontate i volontari concordano sull’importante delle terapie ad personam , ma condividono il fatto che sarebbe molto importante avviare delle campagne educazionali sugli stili di vita e di prevenzione primaria delle più diffuse patologie; ciò potrebbe essere realizzato in occasione delle missioni di HHPP con strumenti multimediali semplici ma di sicuro impatto, iniziando dalle Scuole. Tutti i volontari si impegnano a collaborare per realizzare tali campagne.

Dopo una nottata tranquilla, i volontari si sono svegliati nella sempre più calda e umida mattina di Thullur ed è iniziata per loro un’altra giornata di solidarietà a favore dei più deboli. Non esattamente alle 7.30, come era stato programmato, ma intorno alle 8.15, si è ripresentato, sempre insieme al nipote, l’anziano diabetico con la profonda ulcera al piede. Grande è stato il nostro disappunto non tanto nel renderci conto che la ferita era ancora ABITATA dagli ospiti indesiderati, quanto dal fatto che il piede con la nostra attenta medicazione era ricoperto di terra e sporcizia dal momento che il malcapitato non aveva né le scarpe né un paio di misere ciabatte. Con la supervisione di Sr jain ci siamo messi con calma ed attenzione ad effettuare l’ennesima opera di pulizia dell’ulcera, abbiamo risomministrato la dose giornaliera di antibiotico ed antiinfiammatorio per via intramuscolare. Lo abbiamo congedato con l’invito pressante non solo di ripresentarsi l’indomani, ma anche di fare in modo di mantenere pulita la medicazione. Ed oltre tutto la Suora ci ha detto che la famiglia non è affatto povera, per cui avrebbe tranquillamente le possibilità economiche di acquistare il necessario. Ma tant’è !!! Terminata la laboriosa opera di medicazione, con il nostro consueto scuolabus ci siamo indirizzati verso il Villaggio di Domdapadu, meta odierna delle nostre visite. Accoglienza calorosa ed entusiasta come sempre, organizzazione delle postazioni di lavoro che con i giorni e l’esperienza è sempre più spedita, e via con i controlli sanitari più o meno impropri. Cosa significa questo termine diranno i nostri affezionati lettori? Dipende dal fatto che oltre alle difficoltà di comprensione a causa del linguaggio si sovrappongono le fantomatiche patologie lamentate soprattutto dai ragazzi i quali, per poi accedere ai regali, lamentano i disturbi più vari ed assurdi. Ma la calma e la pazienza umanitaria di tutti ha sempre la precedenza ed ecco che speriamo di aver accontentato tutti. Al termine della giornata siamo riusciti al effettuare 151 controlli sanitari ad adulti e bambini. Fra i casi particolari il Dr George ha visitato un bimbo di circa 10 anni il quale deve essere sicuramente affetto da una patologia cardiaca congenita perché all’ascoltazione il suo cuore presentava un ritmo assurdo ed un soffio potente oltre alle dita delle mani deformate come “bacchette di tamburo “ con le unghie a “vetrino d’orologio”. Lo abbiamo invitato a venire al Mary Matha Dispensary dove il nostro Cardiologo Roberto effettuerà una ecografia cardiaca.
La Dottoressa Barbara fa notare la pressante insistenza di molti pazienti nella richiesta di sempre maggior numero di farmaci, come se non fossimo in India ma nella nostra beneamata Italia. A tal proposito alla Infermiera Mirella ha fatto le proprie rimostranze un paziente al quale aveva consegnato delle compresse nel dosaggio di ¼ al giorno (come prescritto dalla Dottoressa Rachele) lamentandosi delle ridotte dimensioni del farmaco. Ma il compito del Medico in tutto il mondo è quello di consigliare ai pazienti la strada migliore per la loro salute.
Viva la sincerità di quei bambini che candidamente hanno dichiarato il proprio stato di benessere fisico, chiedendo solo un gioco.

Ed eccoci arrivati al giorno della nostra attività sanitaria nell’ultimo Villaggio della 49° Missione Sanitaria in India, quello di Vykunjapuram; già nel 2018 ci siamo recati in questo piccolo agglomerato di molte capanne e poche simil case in muratura, dove i bufali la fanno da padrone nelle strade e dove l’odore dei loro escrementi è il life-motif di questo derelitto ambiente.
Ma prima di partire per la nostra meta, consueto controllo dell’anziano con l’ulcera al piede: stessa situazione dei giorni precedenti, abitanti indesiderati ancora a far bella mostra di sé, ferita stamattina abbastanza pulita. Abbiamo variato tipo di medicazione e vediamo cosa troveremo domattina.
E se questo è stato un momento non proprio edificante, fortunatamente abbiamo avuto la possibilità di reincontrare l’anziana dello scorso anno con la ferita lacera al dorso del piede dx che lasciava completamente scoperti tutti i tendini del piede stesso; chi segue i nostri diari avrà visto le foto che rendevano conto della realtà e dell’opera della Dottoressa Annamaria che aveva ricucito tale grave ferita; al controllo odierno non ci si rende nemmeno conto della presenza della cicatrice di allora (Grande Annamaria!!! Ha avuto un risultato superlativo!!!).
L’accoglienza al Villaggio è stata ancora più coinvolgente del solito, dal momento che oltre ai fiori ed alle ghirlande poste al collo di ognuno di noi, il Parroco della Chiesetta locale ci ha offerto uno spettacolo musicale di balli eseguiti da piccoli maschi e femmine. Al termine dei saluti di benvenuto da parte del Sacerdote, questi ha invitato a parlare il Dr George il quale, nel suo “perfetto e londinese “ inglese ha ringraziato tutti per l’accoglienza. Subito dopo è iniziata l’attività sanitaria vera e propria che, più di sempre, ha avuto un ritmo di svolgimento più che frenetico ma molto efficace. A fine mattinata era ben 256 le persone che erano passate sotto i controlli dei nostri Medici, avevano avuto le rispettive necessarie medicine ed anche un regalo che non è stato negato a nessuno. Essendo il villaggio di residenza dei due gemellini Vijay e Vinay (adottati a distanza dai nostri Max e Roberto) abbiamo avuto il piacere di rincontrarli insieme ai loro genitori, sempre ultrariconoscenti ai due benefattori lombardi che anni orsono hanno regalato alla famigliola una casetta in muratura al posto della misera capanna dove abitavano tutti e quattro. Durante le visite abbiamo avuto il piacere di vedere anche il bimbo incontrato nel 2018 con una forma completa di labiopalatoschisi; è stato operato anche se solo per la parte esterna buccale e non anche nel palato duro, perché la povera famiglia aveva terminato tutti i soldi disponibili per il primo intervento. Subito HHPP ha invitato i genitori del piccolo a farsi fare un preventivo per l’intervento completo del quale sicuramente si accollerà il finanziamento. I consueti pazienti artrosici, diabetici, ipertesi e bronchitici hanno completato la nostra attività e ce ne siamo partiti dal villaggio con un sincero groppo alla gola. Domani è domenica ed anche in questo luogo così lontano da noi si omaggio il giorno del Signore. Sorprese per i neofiti della missione (forse) e bella giornata per tutti .

Oggi, Domenica anche in questa parte di mondo, abbiamo programmata la Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di Thullur, la Bala Jesu Bhavan (Casa di Gesù Bambino).
Prima di recarci alla cerimonia religiosa, consueto controllo al Dispensario dell’ulcera diabetica e della donna bronchitica cronica. La signora sta veramente meglio, abbiamo detto di continuare per qualche giorno la cura attuale, ma abbiamo consigliato di eseguire una Rx Torace perché un precedente controllo dell’inizio del 2018 aveva evidenziato delle alterazioni non proprio rassicuranti. L’anziano diabetico è anche lui molto migliorato anche se sono presenti ancora alcuni “ospiti inattesi” ma in numero molto inferiore ai giorni passati, ed anche a lui abbiamo vivamente suggerito di continuare giornalmente a farsi medicare al Mary Matha.
Terminata questa mattiniera attività sanitaria, è iniziata la vestizione di tutti i volontari negli abiti tradizionali indiani: saari per le donne e casacca con sottana per gli uomini. Così agghindati siamo partiti con il consueto scuolabus in direzione della Chiesa dove, appena giunti, abbiamo iniziato a suscitare la curiosità degli abitanti locali. All’ora prestabilita è iniziata la celebrazione la quale, data la durata di oltre 90 minuti, ha suscitato un “abbiocco” completo del Dr George e di Giorgio, prontamente risvegliati dagli altri volontari. Al termine consueti emozionanti e struggenti ringraziamenti da parte del Parroco per tutta HHPP e per il nostro angelo custode Sr Jain. Emozioni forti per tutti soprattutto per i neofiti. E se questo non bastasse, la sera siamo stati ospiti dalle del Convent. Qui abbiamo cenato insieme alle due Comunità Religiose del Dispensario e del Convento ed al termine Sr Jain ha strappato qualche lacrimuccia a tutti ringraziando con il cuore in mano per l’attività generosa ed altruista svolta senza sosta da tutti i Volontari di HHPP. Con il cuore ricolmo di amore sincero, ci rechiamo nelle nostre camere per preparare le valigie per il trasferimento in Kerala.
Un augurio a tutti quelli che ci seguono da questa ultima nostra notte a Thullur di un sereno sonno ristoratore.

Cari amici che seguite con attenzione i diari della nostra missione indiana di questo 2019, tranquilli, non è che ci siamo scordati di voi. Solo che oggi è stata una giornata veramente pesante per i volontari di HHPP, quella del trasferimento da Thullur (Andhra Pradesh) a Kanjirappally (Kerala). Tutto è iniziato verso le 7 del mattino quando ognuno di noi ha terminato di preparare i bagagli personali per la partenza. Stamattina presto non si sono presentati come di consueto i due pazienti per le terapie giornaliere; si vede che sapendo della nostra partenza si saranno svegliati con calma per affidarsi alla affettuose cure delle Suore Infermiere Sr Mary Rani e Sr Lisamma. Alle ore 8.30 tutti pronti per iniziare la nostra giornata: a bordo di 3 jeep con autista eravamo noi 11, Sr. Jain, Sr. Mary Rani e le due giovani infermiere che ci hanno seguito ed aiutato in questi giorni. Dopo i consueti struggenti saluti, via verso la strada per Vijayawada dove ci ha accolto il caotico traffico del mattino che ha ostacolato non poco il nostro arrivo all’aeroporto internazionale. Qui riordinati i 13 bagagli da spedire in stiva ed i personali a mano, ci siamo recati ai banchi del chek-in dove abbiamo incontrato le consuete difficoltà legate alla eccedenza dal peso consentito, dovuto a tutto ciò che abbiamo portato come dono ai piccoli degli orfanotrofi. Tutto risolto con un piccolo sovrapprezzo al biglietto e, dove aver salutato per l’ennesima volta Sr Jain, via sul nostro volo per Hyderabad. Arrivo in tempi perfetti, attesa per il successivo volo e via verso la nostra destinazione finale Kochin, con uno scalo intermedio a Chennai. Come Dio ha voluto circa alle 20 siamo arrivati; su suggerimento di Sr. Elisabetta, che ci aspettava premurosamente al nostro arrivo, abbiamo pranzato all’Hotel Flora nostra vecchia conoscenza, e subito dopo via verso Kanjirappally. Di corsa si fa per dire perché fra le strada dissestate, fra il buio della notte, fra il nostro mezzo di trasporto non proprio da formula 1, siamo arrivati a destinazione a mezzanotte. Rinfrancati dall’arrivo ci siamo sistemati nelle nostre camerette aspettando la gioia di incontrare i bambini l’indomani. Buonanotte Italia da questa nuova parte dell’India.

Stamani i volontari sono stati svegliati dai canti dei bambini durante la Messa del mattino nella Cappella dell’Orfanotrofio e mai un risveglio è stato più piacevole. La mattinata è stata l’occasione per far conoscere ai neofiti la struttura dell’Assisi Baby Sadan, della Portiuncola e del Saint Francis Nagar. Durante questa ricognizione ci siamo imbattuti in due realtà che hanno stimolato in noi forti sentimenti di opposta natura. E’ stato piacevolissimo scoprire che la realizzazione del Saint Francis Hostel (il Bad and Breakfast all’indiana per dare uno sbocco lavorativo ai più grandicelli fra gli ospiti degli orfanotrofi) è in fase di avanzata realizzazione; è già stato quasi ultimato il piano terra dell’intera struttura, abbiamo visto all’opera sia i muratori che il falegname impegnato nella realizzazione di porte e finestre. Parlando con il capo cantiere ci ha detto che la struttura dovrebbe essere operativa alla fine del mese di aprile 2020 e questo ci ha rincuorato molto; questo nuovo progetto strutturale di HHPP sarà un nuovo fiore all’occhiello per l’attività della nostra Associazione. Di contro però abbiamo rivisto Albin, il bimbo con la completa labiopalatoschisi ed altre anomalie congenite che ci siamo impegnati a seguire per cercare di risolvere i suoi gravi problemi sanitari. Purtroppo Sr Elisabetta ci ha riferito che i vari Specialisti di differenti ospedali hanno confermato in modo unanime che il bimbo (che adesso non ha ancora 3 anni) non solo ha la grave malformazione al palato, ma anche è quasi completamente cieco, ha una cardiopatia non meglio precisata, una patologia cerebrale probabilmente conseguenza del parto, ed in ultima analisi nessun anestesista se la è sentita di dare un parere positivo all’intervento chirurgico. E questo è già molto grave perché Albin sarà costretto a continuare ad alimentarsi con latte iperproteico, alimenti tutti liquidi o passati, che peraltro non precluderanno assolutamente la possibilità di broncopolmoniti ab ingestis, nelle sue condizioni molto gravi se non fatali. Ma questo non basta perché la mamma, che ha altri 4 figli, è completamente dedicata ad Albin, non può lavorare e pertanto sta pensando di affidare il piccolo ad una struttura di accoglienza apposita per questi malati. A sentire queste parole i nostri cuori si sono rattristiti all’inverosimile, dal momento che abbiamo visto con i nostri occhi l’attaccamento viscerale che unisce Albin alla sua mamma. E’ vero che c’è la necessità di lavorare per sostenere anche gli altri 4 figli, ma sapere Albin abbandonato in un Centro, pur il migliore che sia, senza l’affetto costante di sua madre e dei suoi fratelli fa gelare il cuore. Domani il Dr George cercherà di scoprire se esista una qualche soluzione a questa tragica realtà.
Pomeriggio dedicato all’aggiornamento delle adozioni a distanza operazione che ci ha impegnati tutti, ognuno nei propri ruoli, a questa delicata operazione che ci permetterà di portare foto e notizie aggiornate ai genitori adottivi italiani i quali, con la loro generosità, permettono a questi bambini di vivere una vita degna di essere vissuta. A sera cena alla Portiuncola dove le bimbe presenti ci hanno deliziato nel dopo pasto con una serie di balli e canti, espressione della loro gioia vivere e della rinascenza nei nostri confronti. Sommersi da tanto amore, andiamo a letto ancor più convinti che quello che facciamo con HHPP sia un’opera veramente importante e che da tale azione riceviamo molto ma molto di più di quello che diamo.

La nottata piovosa non deve aver troppo disturbato il sonno dei volontari, dal momento che solo verso le 8, ed anche un po’ dopo, tutti si sono recati a colazione all’Assisi Baby Sadan. Stamani è stata la mattina delle bolle di sapone e come sempre questo semplice gioco ha riempito di gioia grandi e piccoli. Ovviamente i più piccini si sono versati il prezioso liquido quasi completamente addosso, mentre i più grandicelli si esibivano in realizzazioni multiple, ma comunque tutti, nell’immediato pre-scuola, hanno ricevuto tanta gioia che sempre accontenta tutti. Alle 9 tutti in partenza per le rispettive Scuole ed ecco che all’Orfanotrofio è tornata la calma indiana. Dal punto di vista atmosferico il tempo non preannuncia niente di buone con spesse nubi nere addossate ai monti all’orizzonte, ma quasi tutti i volontari si sono comunque affidati al caso recandosi a far visita ad un centro naturalistico qua vicino dove potranno ammirare flora e fauna compresi i famosi elefanti indiani. Il Dr George non ha preso parte a questa comitiva perché è rimasto con Sr Elisabetta a perfezionare le storie dei bambini adottati a distanza dal momento che quest’anno ci sono stati molti cambiamenti e per questo è stato ancora più laborioso fare il tutto. Alcune famiglie adottive si vedranno recapitare la foto e le notizie di bambini diversi da quelli che fino ad ora seguivano, ma ciò non è dovuto ad errori, ma è il risultato di una situazione molto positiva per i bambini. Non essere più nel Progetto Jeevan di Adozioni a Distanza, anche se per la famiglia italiana è un sicuro dispiacere non vedere più il volto del bambino che aiutava da un po’, per il piccolo è un risultato sicuramente positivo perché significa che fortunatamente ha avuto la possibilità di rientrare in famiglia con tutto quello che di evidente ciò comporta. Anche questa giornata indiana volge al termine, come sempre stasera andando a letto, ognuno penserà con nostalgia ai cari affetti lasciati a casa, rinfrancato però dal sorriso di questi bambini che aspettano solo che un “uncle“ italiano, meglio se targato HHPP, venga a trovarlo regalandogli un attimo di gioia, meglio se insieme ad un pallone.

Oggi risveglio con un cielo pieno di nubi ed a sprazzi una pioggia insistente e violenta.
Nonostante questo di prima mattina siamo partiti per la nostra programmata destinazione, la capitale del Distretto, Kottayam. Qui arrivati dopo circa 2 ore di pulman, abbiamo incontrate le Suore del Balika Bhavan, quello che ERA un orfanotrofio per le giovani ragazze dell’Assisi Baby Sadan le quali, divenute grandi, si trasferivano qui per continuare gli studi superiori in un luogo per loro protetto. Purtroppo ERA, perché da quando è al governo il nazionalista Hindu Modi, ha deciso che tutti gli orfanotrofi dovranno chiudere se non decidono di passare sotto il controllo completo dello Stato; questi assicurerà, con propri funzionari in loco, il sostentamento alla struttura che però dovrà accogliere chi dice lui. Le Suore si sono opposte a queste regole, per cui il centro dovrà chiudere. In effetti sono rimaste due sole bambine le quali a fine anno scolastico non si sa che fine faranno. Ma la politica è questo ed anche peggio. Comunque grande gioia per la nostra visita sia da parte delle Religiose che delle bambine. Terminato questo incontro ci siamo recati a visitare il vicino centro di Kuricì, quello che a breve diventerà un asilo per bambini poveri e senza famiglia. Bella struttura che necessita ancora delle rifiniture e che sicuramente avrà l’aiuto che merita da HHPP. Dopo il pranzo, gentilmente offerto dal fratello di Suor Elisabetta all’Hotel Arcadia, di quale è il proprietario, sotto una pioggia torrenziale abbiamo ripreso la strada di casa. Lungo di essa abbiamo fatto sosta ad un locale centro commerciale dove abbiamo comprato superbarattoli di Nutella (domattina a colazione Nutella party per tutti gli ospiti dell’Assisi Baby Sadan), generosa dose di confezioni di pane a cassetta, cento saponette per tutti i piccoli, shampoo per doccia e capelli e detersivo per lavare i panni. Utile e necessario regalo dell’Associazione ad una fantastica Suora come Sr Elisabetta. Arrivati all’Orfanotrofio abbiamo avuto giusto il tempo di una doccia veloce e poi tutti alla cena di commiato organizzata nel locale più ampio dello stesso dove, dopo un tipico gustosissimo e saporitissimo pasto indiano, abbiamo assistito ad una festicciola organizzata per noi come ringraziamento per la nostra presenza. E per finire …… il volo delle mongolfiere le quali, come la colombina dello scoppio del carro a Firenze, possono anche fare dei capricci. Quest’anno però si sono librate nell’aria fresca della sera senza intoppo causando una gioia immensa in tutti i bambini presenti ed anche negli adulti tornati un po’ bambini.
Domani ultimo giorno della nostra permanenza in questa parte dell’India, sarà una giornata che ci stimolerà molte opposte sensazioni nell’anima ma … domani è un altro giorno e si vedrà.
Buonanotte Italia !

Oggi è la Festa di Ognissanti, ricorrenza della Congregazione delle nostre Suore Francescane di Firenze che proprio ad Ognissanti, sul Lungarno fiorentino, hanno avuto la loro prima casa. Quale migliore occasione per noi di essere qui in India presso le loro Missioni in questa terra ad oltre settemila kilometri di distanza da Firenze, a rallegrare i bambini loro ospiti, obiettivo del loro lavoro da oltre 70 anni.
Oggi all’Orfanotrofio Assisi Baby Sadan a Panaceppally è il Nutella day; tutti i volontari si sono volentieri alzati un’ora prima di quello che avrebbero potuto in questo loro ultimo giorno di permanenza, per regalare ai bambini quello che loro aspettano da un anno: una “dolcissima” colazione con 2 fette di pan carré abbondantemente ricoperte dai volontari HHPP della prelibata crema di nocciole, eccellenza italiana della Ditta Ferrero. Tutti noi all’opera ed in men che non si dica tutto era pronto nel refettorio dei piccoli: alle 7,30 in punto ecco arrivare ordinatamente come sempre, tutti i maschietti dell’Assisi, dai più piccoli di 4 – 5 anni, ai più grandicelli di 16 – 17. Alla vista della prelibatezza già predisposta nei loro piatti, i loro occhioni neri si sono riempiti di gioia e, dopo la mattutina preghiera pre-colazione, si sono immersi in questa gioiosa consuetudine. Come tutti gli anni è stata sicuramente più grande la gioia nei nostri cuori nel vedere quegli angioletti così felici, che il loro darsi da fare per assaporare completamente quella squisitezza per il loro palato. Terminato questo dolcissimo momento, ognuno di noi si è impegnato in giochi i più vari con i bambini in attesa della loro partenza per le rispettive scuole. Giornata molto serena per tutti noi, ognuno occupato a riordinare le proprie cose per la partenza che sarebbe avvenuta nel primo pomeriggio, esclusi Salvatore e Foteini che proseguiranno il loro viaggio nella magica India. Dopo 3 ore di viaggio sul piccolo pulman che già ci aveva accompagnati all’arrivo, siamo giunti a Kocin, sede dell’aeroporto internazionale da dove sarebbe iniziato il nostro viaggio di ritorno in Italia. Andiamo a letto nelle nostre modeste camerette dell’Albergo Lotus8 dove ci sveglieremo alle 1,30 di notte per iniziare il viaggio di ritorno. Buonanotte Italia dalla nostra ultima notte in India.

Oggi, ricorrenza della commemorazione di tutti i defunti, la nostra giornata non poteva essere più triste e ricca di spiacevoli sensazioni. Ma andiamo per ordine: ore 1,30 solerte sveglia per tutti, ritrovo generale nella hall dell’albergo con le nostre numerosissime valigie, predisposizione di queste sul mezzo che ci porterà all’aeroporto, e via verso casa. O meglio via con la voglia di tornare a casa; primi intoppi burocratici all’ingresso vero e proprio nell’aerostazione ove i solerti militari addetti ai primi controlli, hanno spulciato tutti i nostri documenti come non mai. Varcate materialmente le porte, sono cominciati i nostri guai amministrativi: mentre il gruppo milano-torinese se la cavava abbastanza egregiamente, per quello toscano sono cominciati i guai. Il Dr George si è presentato al check-in con 2 valigie che ben superavano i 25 kg autorizzati da Emirates ma lui sapeva di avere un asso nella manica: l’autorizzazione rilasciata dalla compagnia aerea per una eccedenza di bagaglio di ben 10 kg a testa. Ora è vero che tutti questi anni di missioni in India dove sempre ci siamo serviti di Emirates Airlines questa facilitazione ci è stata accordata per il solo viaggio di andata, ma quest’anno l’autorizzazione, arrivata solo all’ultimo momento, recava solo la dizione 10 kg per ciascun passeggero O/W. Alle contestazioni sul peso dell’addetto al controllo ed al suo supervisore è venuto in aiuto il “genio” del Dr George. Come ci insegnano gli Amici Miei di Monicelliana memoria esso è immaginazione, prontezza e velocità di esecuzione: cosa poteva correre in aiuto dei missionari viaggiatori per superare l’impasse? Ma certo affermare che quella sigla O/W significava Over Wight (sovra peso) a dimostrare la veridicità del ragionamento. Molta perplessità da parte dei 2 sovraintendenti impegnati a districare la diatriba, ma alla fine la tesi del Dr George ha vinto ed è stata fatto pagare un piccolo sovrapprezzo per 6 kg di eccedenza eccessiva. Ma il bello doveva ancora arrivare. Ci incamminiamo dopo un’ora piena di discussione al controllo bagagli, verso i banchi dell’immigrazione dove tradizionalmente gli addetti hanno sempre voglia di fare gli spiritosi con domande le più strane; ecco che a Giulia è stato contestato di non essere stata registrata in Kerala (sigth!) di dove fosse stata in Kerala, che era un Medico, che faceva parte di un’Associazione e che pertanto il visto per turismo non era considerato appropriato. Momenti di panico quando Giulia è stata fatta accomodare alla scrivania del Funzionario dell’immigrazione, seguita subito dopo da Max che era stata riscontrato avere lo stesso problema. Noi eravamo passati sotto le forche caudine praticamente senza colpo ferire, ma i nostri amici erano veramente nei guai. Minacce più o meno velate sulla possibilità di non concedere più il visto di ingresso, controllo delle varie email di HHPP in mano ai malcapitati e noi che in disparte aspettavamo preoccupati perché il tempo inesorabilmente passava e si avvicinava l’ora dell’imbarco. Come Dio ha voluto Giulia e Max sono ricomparsi dall’ufficio del Funzionario con il prezioso timbro sul passaporto e le velate minacce nella mente.
Superato questo difficile momento, il gate di imbarco ci ha accolto sul nostro aereo per la prima tratta di viaggio destinazione Dubai. Qui siamo arrivati in perfetto orario, abbiamo calorosamente salutato i nostri amici lombardo-piemontesi che avevano come destinazione finale Milano, e noi toscani ci siamo recati all’imbarco verso Bologna. Qui arrivati senza colpo ferire, con un pulmino noleggiato all’uopo siamo arrivati a Firenze Peretola sotto una pioggia battente. Ultimi saluti e via ognuno verso la propria destinazione finale.
Anche questa 49° Missione di HHPP volge al termine con risultati più che positivi.

E come tutti gli anni al termine della 49° Missione Sanitaria ed Umanitaria in India ecco le considerazioni finali dei partecipanti volontarie e prive di qualsiasi censura:

GIULIA
Avevo paura di partire perché non sapevo cosa avrei trovato, ma forse non sapevo bene nemmeno cosa stavo cercando. Ma l’India ha tanto da darti. Ti dà tutto ciò che ti fa star bene e non si vede con gli occhi. Tutte le storie che ho ascoltato, tutte le persone che ho conosciuto e incontrato, gli abbracci che ho ricevuto, tutti i sorrisi che sono riuscita a strappare, i baci che ho dato, la generosità che ho percepito nelle piccole attenzioni, tutta la gioia e l’affetto che ho sentito saranno impossibili da dimenticare. Superare le barriere linguistiche e riuscire a trasmettere amore e passione, dare importanza agli altri prima di se stessi, è davvero qualcosa che arricchisce l’anima e fa sentire leggeri.
Non sarebbe stato lo stesso senza tutti i meravigliosi compagni di missione e viaggio, ognuno con il proprio sorriso, carattere e personalità ha contribuito alla mia crescita personale e professionale. Grazie India e grazie HHPP e a tutti i volontari per aver reso questa esperienza così intensa e importante.

MAX
Anche quest’anno ho avuto la possibilità e la fortuna di partecipare alla missione di HHPP in India. Mi rendo conto che l’anno trascorso è stato un’attesa di un ritorno in un posto dove c’è un po di me, non urgente, ma sotterranea come la lava di un vulcano che ogni tanto emerge in superficie.

Al ritorno immagini, emozioni e sensazioni affollano la mente e il cuore.

La prima immagine è Praveen sul letto di ospedale, bambino di otto anni malato di talassemia, era ricoverato a Madras in attesa di trapianto di midollo, la prima sera che suor Jain si è collegata con lui e la mamma, in videochiamata, era molto sofferente in quanto sottoposto a radioterapia in preparazione dell’operazione e non rispondeva alle sollecitazioni di suor Jain. Vedere un bambino cosi’ sofferente mi ha straziato il cuore. Per fortuna nei giorni successivi stava meglio e durante il nostro soggiorno è stato eseguito il trapianto, adesso siamo in attesa di vedere se l’operazione avrà i risultati sperati e il bimbo sta abbastanza bene.

Un’altra immagine è il buco sotto il piede di un anziano venuto al dispensario grande come una moneta e pieno di vermi medicato dai nostri dottori.

Ma anche la bellezza di tutti le bambine e i bambini a cui misuravo la temperatura prima di essere vaccinati dai dottori: ero talmente rapito quel giorno che al termine non mi ero accorto di averne controllati seicento!

Sempre mi colpisce come i vestitini usati portati dall’Italia, i palloncini, uno spazzolino, un dentifricio, una saponetta, sono fonte di grande gioia per i bimbi e anche per gli adulti dei villaggi visitati a indicarne la grande povertà.

Un immagine che mi rimarrà sempre impressa sono Vinay e Vijay, i gemelli adottati a distanza da me e Roberto, che corrono verso il nostro scuola bus che si allontana dalla parrocchia del villaggio dove avevamo effettuato un medical camp, salutandoci allungando e agitando le braccia.

Volti, sguardi, sorrisi, saluti e abbracci di bambini e persone incontrate si affacciano continuamente nei miei pensieri, vorrei far parte di tutte lo loro vite.

Lasciato l’Andhra Pradesh e raggiunto il lussureggiante Kerala, bambini e bambine dell’orfanotrofio Assisi Baby Sadan immerso nella foresta di alberi di caucciù hanno riempito gli ultimi giorni in India.

Ancora un bambino sofferente, che vive con la mamma e la sorellina nelle casette che ospitano famiglie disagiate costruite da suor Elisabetta, il papà morto l’anno scorso, affetto da labbro leporino non operabile al momento in quanto anche cardiopatico, può bere solo latte, il suo continuo pianto mi angoscia e riempie di domande.

Ritorno con gli abbracci, l’affetto, la vivacità e l’intelligenza di tutti gli loro. Un’immagine su tutte un bimbetto con l’aria da duro, Josh, che si scioglie come neve al sole appena riceve qualche coccola e bacio.

Ringrazio Dr. George capo missione e presidente dell’associazione per l’operato di tutti questi anni di HHPP, Elena che ha seguito la missione dall’Italia, tutte le suore per la loro costante dedizione in questi luoghi e le continue attenzioni nei nostri confronti. E infine tutti i miei compagni di missione con cui ho condiviso tutto questo e che hanno permesso l’ottimo svolgimento della missione.

RACHELE
Sono state settimane bellissime e intense in cui si alternavano sentimenti diversi e contrastanti: la gioia, la felicità, la tristezza, l’amore. Le danze, i sorrisi, le code infinite per essere visitati e la semplicità di un bambino che dice di aver la tosse per ricevere qualcosa un gioco, lo spazzolino o un abbraccio. Ho imparato la semplicità di essere ascoltati, di poter superare qualsiasi barriera linguistica, religiosa e morale e l’importanza di dedicare del tempo a qualcuno che non è mai così banale. Grazie di avermi fatta sentire accolta e accettata. Grazie a tutti i miei preziosi compagni di viaggio, alle fantastiche suore e al prezioso aiuto durante le visite, grazie ai bambini, alle infinite riflessioni serali e alle interminabili risate. Grazie a ogni singolo abbraccio ricevuto a ogni singolo “thank you” che si riceveva anche se non c’era bisogno. Grazie questa volta lo dico a Loro che mi hanno fatto emozionare e commuovere, che mi hanno reso un “po’ più medico” di quello che sono.

ROBERTO
Nona missione con HHPP in terra indiana

La bontà di un progetto sta anche nella sua natura salvifica, nel fatto che ciò che di buono viene fatto arricchisce chi lo fa, soprattutto chi lo fa, oltre naturalmente chi lo riceve. Perchè ogni incontro, ogni scambio, ogni sguardo reciproco ci arricchiscono enormemente.Le piccole grandi storie di resilienza, di riscatto, di speranza ci insegnano a guardare sempre oltre il dolore e le difficoltà e a scorgere sempre la luce oltre il buio e la bellezza nel Caos apparente.

“Perché la vita è così. Procediamo a piccoli passi. Rialziamo la testa e torniamo ad affrontare il volto feroce e sorridente del mondo. Pensiamo. Agiamo. Sentiamo. Diamo il nostro piccolo contributo alle maree del bene e del male che inondano e prosciugano la terra. Trasciniamo le nostre croci ammantate d’ombra nella speranza di una nuova notte. Lanciamo i nostri cuori coraggiosi nelle promesse di un nuovo giorno. Con amore: l’appassionata ricerca di una verità diversa dalla nostra. Con struggimento: il puro, ineffabile anelito di essere salvati. Poiché fino a quando il destino c’è lo consente, continuiamo a vivere. Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuiamo a vivere.”
Tratto da “Shantaram” – Gregory David Roberts

Grazie India

SALVATORE
Prima di ringraziare le persone e l’associazione, che mi hanno permesso di realizzare uno dei miei sogni…
Volevo rivolgere un pensiero a tutti i bambini che ho incontrato in questo inteso percorso…
Grazie per avermi arricchito anima e cuore…. 
I primi giorni giocavo con loro e ci divertivamo scattando foto ed ero stralunato…. avevo solo gioia immensa.
Poi qualche giorno dopo, avendo l’opportunita di vedere le foto con la madre
superiore, la quale mi racconta uno ad uno tutte le drammatiche storie di ogni bimbo, mi si è ghiacciato il cuore….
A volte la vita è davvero ingiusta, soprattutto quando si accanisce su anime innocenti….
Però la vita mi ha insegnato a vedere sempre i lati positivi, anche nelle situazioni più disperate, quindi penso che nonostante tutto questi bambini abbiano una fortuna, ovvero, quella di avere vicino delle persone che dedicano la propria vita per i più bisognosi e altre che con contributi di diversa forma e natura contribuiscono al loro sostentamento…..
Ora vi invito ad una riflessione, citando 2 celebri frasi di Gandhi…
1) nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità;
2) chiunque abbia qualcosa che non usa, è un ladro.

Un grandissimo ringraziamento va al Dott.Roberto Cappelletti, per avermi fatto partecipare e sopratutto per avermi sopportato per tutta la durata della missione 😊
Poi un grandissimo grazie va al Dott.George, padre fondatore della HHPP e coordinatore della missione. Poi un meraviglioso grazie alla grandissima suor Jane e tutte le Sister, che con la loro energia e simpatia hanno reso il tutto ancora più bello e speciale😊 e a tutti coloro che hanno partecipato e dato il loro prezioso contributo a questa meravigliosa iniziativa ❤

DR GEORGE
Ed eccoci arrivati anche quest’anno al termine di questa ennesima missione sanitaria ed umanitaria in India che mi ha visto protagonista insieme ad altri 10 splendidi compagni di viaggio e di avventura, vecchi e nuovi amici di HHPP che si sono prodigati al massimo ed hanno dato sempre il meglio di se stessi per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Come sempre accade al concludersi di una missione contrastanti sono i sentimenti che albergano nel mio cuore: soddisfazione e compiacimento per quello che di positivo abbiamo compiuto e tristezza per tutto quel mondo di affetti e di sincera empatia che come sempre ci accompagna in queste occasioni. Il bilancio di questa 49° missione è sicuramente positivo per le oltre 1500 persone visitate, per i circa 600 bambini vaccinati per l’epatite b, per la quantità innumerevole di abiti e giochi che abbiamo consegnato ai piccoli che si presentavano a noi; come sempre un doveroso e sincero ringraziamento va al Centro Missionario Medicinali di Firenze nella persona dell’amico Massimo Ghiribelli che come sempre ci ha fornito buona parte dei farmaci utilizzati durante la nostra attività e a tutti i nostri sostenitori che ci hanno donato con amore tutto quello che abbiamo portato come regalo a chi abbiamo incontrato. Sono ormai più di 20 anni che io mi reco in India con le Missioni di HHPP ma anche quest’anno si è ripetuto il miracolo di sempre: rimanere sempre ed ogni volta ancora di più sommerso dall’amore e dalla fratellanza che queste splendide popolazioni, semplicemente guardandomi con il loro sguardo profondo, riescono ad imprimere nel mio cuore. Sono sempre molto felice di ritornare in India, nonostante i miei innumerevoli acciacchi, per nutrire il mio animo ed anche il mio fisico di questo magico alimento che è l’affetto sincero di chi non ha niente da darti in cambio ma ti ricolma della sua riconoscenza non a parole ma semplicemente guardandoti. Grazie amici miei che ancora una volta mi siete stati vicini in questa avventura che sono certo non sarà l’ultima vissuta insieme, grazie Beatrice amore mio che dimostri questo tuo sentimento nei miei confronti supportandomi e sopportandomi da oltre venti anni, grazie a tutti coloro che credono nella missione della nostra Associazione nel mondo offrendo tutti, ognuno a modo proprio, un personale sostegno alle iniziative messe in campo in Italia e all’Estero. La mission di H.H.P.P. Onlus non è certo terminata, nuovi scenari di Missione si presentano all’orizzonte e sono certo che ognuno di noi sarà partecipe per realizzare quello che è l’unico nostro obbiettivo: la realizzazione del SOGNO UMANITARIO DALLA VALDINIEVOLE NEL MONDO!

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