24° Missione Indiana – Ottobre 2018

Obiettivi

  • Visite Mediche a tutti gli adulti e bambini che si presenteranno durante i giorni di peramnenza dei volontari H.H.P.P.
  • Vaccinazioni Antiepatite B a centinaia di bambini delle varie Scuole di Thullur e Villaggi limitrofi
  • Aggiornamneto delle schede dei bambini adottati a distanza col Progetto Jeevan sia a Thullur che nel Kerala per riportare notizie aggiornate in Italia alle famiglie adottive
  • Controllo del pieno utilizzo del Complesso Sanitario mary Matha Dispensary di Thullur con i 2 punti acqua potabile e degli Ambulatori Dentistico ed Oculistico
  • Consegna di tutti i farmaci, vestiti e giocattoli portati dall’italia per i bambini e le loro famiglie

Partecipanti

  1. Bigazzi Chiara – Infermiera – Firenze
  2. Botti Francesco – Medico – Buggiano
  3. Chiorazzo Gisberta – Medico – Capaccio Paestum
  4. Martini Giorgio – Medico – Montecatini Terme
  5. Mattei Alessandra – Volontaria – Montecatini Terme
  6. Mazzoni Tiziana – Pediatra – Firenze
  7. Ruggiero Annamaria – Chirurgo – Capaccio Paestum
  8. Tombaresi Giorgio – Volontario – Firenze
  9. Volpi Caterina – Infermiera –Firenze
  10. Zampieri Massimiliano – Volontario – Seregno

 

Programma

Domenica 14 – Partenza dall’Italia
Lunedì 15 – Arrivo a Thullur
Martedì 16 – Mary Matha Dispensary – Visite ai bambini adottati
Mercoledì 17 – Visite al Villaggio di Vykundapuram
Giovedì 18 – Visite al villaggio di Nelapadu
Venerdì 19 – Visite al Villaggio di Rayapudi
Sabato 20 – Visite al Villaggio di Abragya e Abrajiyapalam
Domenica 21 – Festa in Parrocchia.
Lunedì 22 – Visite al Villaggio Dondappadu
Martedì 23 – Partenza da Thullur verso il Kerala – Arrivo a Kanjirappally Orfanotrofio Assisi Baby Sadan
Mercoledì 24 – Controllo bambini Progetto Jeevan Assisi Baby Sadan Kanjirappally

Giovedì 25 – Controllo bambine Progetto Jeevan Balika Bhavan Kottayam
Venerdì 26 – Controlli sanitari a Kanjirappally
Sabato 27 – Partenza per Kochin
Domenica 28 – Rientro in Italia

 

GALLERIA FOTOGRAFICA MISSIONE

 

Diario Giornaliero

Oggi domenica, giorno del Signore, è anche l’inizio della 48° missione sanitaria ed umanitaria di H.H.P.P. Onlus dalla data della sua fondazione; sembra solo ieri e sono passati 15 anni, da quando in quel gennaio 2014 sono partiti 7 soci fondatori – volontari per la prima missione in India. Da allora molte cose sono cambiate ed evolute: alcuni fondatori ci hanno lasciato, altri ci hanno pesantemente tradito, qualcuno ha tentato di violare il codice etico dell’Associazione e per questo si è autoescluso, ma fortunatamente con la caparbietà e l’onestà che contraddistingue chi è rimasto in questi anni e la lealtà umanitaria degli storici e dei nuovi soci, eccoci qui ad iniziare una nuova esperienza umanitaria nell’immensa terra di Gandhi. Il mondo indiano ci accoglierà in questi 15 giorni di intensa missione e noi tutti daremo il nostro meglio per aiutare coloro che da un anno ci stanno aspettando. La missione è iniziata di mattina presto quando alle ore 8 esatte il Dr George si è presentato sotto casa della volontaria Alessandra a Montecatini per intraprendere il viaggio verso l’aeroporto di Bologna a bordo di un furgone preso a noleggio  stracarico come sempre di valigie nelle quali abbiamo stivato tutto il materiale consentito dal peso per i bagagli); prima tappa il parcheggio dell’aeroporto di Firenze dove ci stavano attendendo gli altri quattro volontari toscani di questa missione: la Pediatra Tiziana con il marito Giorgio e le giovani infermiere Caterina e Chiara tutti di Firenze. In realtà questa mia affermazione non è proprio esatta perché un altro volontario toscano il Dott Francesco Medico di Pescia, si unirà a noi raggiungendoci a Vijawavada essendo partito prima per un breve giro turistico. Sempre a Vijayawada incontreremo le due Dottoresse campane Annamaria e Gisberta anche loro reduci da un tour indiano. E siamo già in 9! Ma non finisce qui perché al primo scalo intermedio, Dubai, incontreremo il mitico volontario Max da Milano che già molte volte è stato partecipe delle nostre missioni. Con la squadra al completo di 10 volontari inizierà la vera missione. Per adesso godiamoci in serenità questo volo verso est; ognuno penserà sicuramente in cuor suo a tutti i dolci affetti che ha lasciato, consapevole che al ritorno il suo cuore sarà ancora più disposto alla gioia e all’amore.

Le prime cinque ore di viaggio verso Dubai sono trascorse molto serenamente. Volo ed atterraggio perfetti ed arrivo nel cuore della notte (ore 23,15 locali) nella capitale degli Emirati. Qui abbiamo avuto il piacere di incontrare di nuovo dopo 1 anno il volontario lombardo Max con il quale faremo l’ultima parte del viaggio. Più di 3 ore di attesa in aeroporto per il prossimo volo e, tra un abbiocco e uno sbadiglio, siamo arrivati all’orario di partenza, avvenuta come sempre in perfetto orario. Ci attende una lunga notte nel cielo orientale e la nostra mente avrà tutto il tempo e la serenità per riflettere su questa nostra meravigliosa vita. Arrivati ad Hyderabad, come le consuete 4 ore di attesa, siamo saliti sull’aereo che ci avrebbe condotti a Vijayawada. Qui arrivati addirittura in anticipo, abbiamo finalmente riunito tutta la compagine umanitaria di questa 48° missione e, dopo l’incontro super emozionante per tutti, con Sr Jain e le altre Consorelle, siamo arrivati a bordo del mitico scuolabus della Mary Matha Enghish Medium School di Thullur, alla meta finale del nostro viaggio. Adesso andiamo a recuperare le forze in un sereno sonno ristoratore e domani inizia il lavoro vero e proprio con l’apertura dell’ambulatorio per tutti gli abitanti di Thullur che vorranno venirsi a visitare. A quest’ora abbiamo fatto una considerazione: se il gallo super canterino delle Suore del Dispensario canta a squarciagola alle ore 19 del pomeriggio, casa succederà stanotte ai volontari che hanno le finestre dirimpetto al volatile? Speriamo bene per i volontario e per il gallo che potrebbero rischiare … il collo.

 

 La nottata è trascorsa serenamente, il gallo stamani ha ancora il proprio collo (segno che poi non è stato così noioso), il cielo e l’aere sono già caldi alle 8 del mattino ed a quell’ora ci siamo ritrovati tutti insieme per la colazione. Subito dopo apertura ufficiale dell’ambulatorio al Mary Matha Dispensary con la suddivisione dei compiti: le due infermiere in farmacia alla consegna dei farmaci, Alessandra e Giorgio al “magazzino” vestiti e giochi, Max fotografo ufficiale dei bambini adottati a distanza ed altro, Tiziana e Annamaria in una postazione medica e nell’altra Francesco e Gisberta. Battitore libero Dr George impegnato al controllo dei bimbi adottati a distanza ed a visitare chiunque si rivolgesse a lui. E’ stato veramente piacevole rivedere i tanti bambini del Progetto Jeevan che da molti anni stanno beneficiando del sostegno continuativo di generose famiglie italiane per mezzo del quale i piccoli hanno potuto studiare, curarsi al bisogno, mangiare correttamente, in poche parole vivere una vita degna di tale nome. Fra questi sono giunti i due gemellini Vijai e Vinay ai quali la generosità di Max e Roberto ha regalato una bici fiammante ciascuno; gli occhi dei bambini stavano per uscire dalle orbite alla vista di tali stupende biciclette, per la gioia, affievolita solo dalla raccomandazione al padre di metterle da parte se non avessero studiato con profitto. Si è poi presentato Praveen il bambino di 8 anni seguito da tempo da H.H.P.P. affetto da una grave forma di anemia falciforme; a lui l’associazione ha garantito e garantisce il rimborso delle trasfusioni di sangue e dei farmaci necessari per la sua malattia, materiale ovviamente tutto a pagamento. Come già sapevamo le continue trasfusioni di sangue hanno elevato a livelli incredibili la ferritina nel sangue e ciò fino ad ora era stato tenuto sotto controllo da un farmaco; questo purtroppo ha cominciato ad essere meno efficace ed allora si rende necessario una specie di lavaggio del sangue (plasmaferesi) da effettuare fino al raggiungimento di valori di ferritina accettabili nel sangue. Ovviamente anche questa procedura è completamente a pagamento, costando la bella cifra di 1000,00 Rupie Indiane (i nostri € 12,00) che la mamma non ha potuto pagare alla seconda somministrazione essendo sprovvista della somma. E così Praveen non ha fatto il secondo ciclo di terapia. A questa notizia H.H.P.P. per mano del Dr George, ha subito fornito alla mamma la cifra necessaria per quattro somministrazioni, che sarà effettuata ovviamente dopo il controllo degli esami. E speriamo che nel proseguo tutto continui nel modo migliore. A parte il caso di una bambina di circa 2 anni controllata dalla nostra pediatra Tiziana e purtroppo trovata affetta da una forma di miopatia diffusa conseguenza di un danno circolatorio perinatale, le altre visite sono state effettuate per patologie non troppo gravi. Avevamo fatto da poco questa considerazione che, all’improvviso abbiamo sentito la Drssa Gisberta urlare nel piazzale adiacente all’ambulatorio con tutta la sua potente voce: una donna priva di coscienza trasportata in auto risho dai parenti, con i segni classici della crisi epilettica; immediata attivazione del protocollo di sicurezza che…fortunatamente non è servito perché la donna si è ripresa da lì a poco ed ha spiegato che il tutto era stato la conseguenza di un violento litigio con il proprio marito. 
A fine giornata contiamo 227 soggetti controllati, anzi 228 con l’ultima paziente della crisi … familiare. 
Domani prima trasferta in un villaggio e io … speriamo che me la cavo !!!
Buonanotte ITALIA dall’India … bollente !

 

 Alle ore 8 del mattino tutto il gruppo HHPP si è prontamente ritrovato per la partenza verso il villaggio di Vykundapuram prima esperienza esterna di questo anno. Dopo un viaggio con il consueto scuolabus attraverso le disastrate strade di Thullur, dopo circa 40 minuti siamo arrivati a destinazione. Consueto tripudio di folla e petali di fiori, da parte del villaggio riunito al completo, al nostro indirizzo; dopo un balletto di accoglienza da parte dei piccoli più intraprendenti, ed il saluto ufficiale del locale Parroco, abbiamo iniziato l’attività ambulatoriale. Ci ha accolti la consueta chiesetta dove le nostre postazioni hanno riscosso un successo clamoroso sia per la parte sanitaria che, e soprattutto, per quella dei vestiti e dei giochi. Fra le oltre 150 persone visitate, come casi particolarmente impegnativi abbiamo riscontrato un bambino di 7 anni affetto da una severa forma di tetraparesi spastica da sofferenza neonatale, una donna con paralisi facciale probabilmente vascolare, una famiglia infestata al completo da scabbia, ed un numero inverosimile di persone affette da “nopi” (dolore in lingua telugu) pruriti vari diffusi e diabete mellito non ben controllato, conseguenza di una non costante terapia continuativa. Abbiamo re-incontrato il piccolo di 3 anni affetto da labiopalatoschisi completa già visitato nel 2017 che oggi fortunatamente è apparso molto migliorato essendo stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico. Dopo un frugale ma “speziato” pranzo a buffet offerto a tutti noi dal sacerdote e dopo un violento temporale tropicale, ci siamo indirizzati verso la città di Amaravathi sede dei locali templi di Buddha e Shiva. Stupore dei nuovi volontari e piacevole visione per gli storici missionari alla vista di tanta immensa bellezza . All’uscita dal tempio Indù la nostra attenzione è stata richiamata da un susseguirsi di scoppi di fuochi d’artificio poco lontani dal nostro scuolabus; traffico bloccato ed in lontananza un pioggia di petali che persone gettavano in aria ed all’indirizzo di un carro agghindato a festa. Immaginate la sorpresa di tutti noi quando, avvicinandoci abbiamo scoperto che sul carro era deposto, praticamente ricoperto di fiori, il corpo di un giovane defunto. Tutti a far festa per lui che è già arrivato in un mondo migliore e lancio di latte all’indirizzo della sua immagine come segno di rispetto. Il Dr George ha avuto un incontro abbastanza ravvicinato con un povero Indù, simil fachiro, armato di un lungo bastone, che per lungo tempo ne ha monopolizzato l’attenzione parlando senza sosta in lingua ovviamente incomprensibile. Dopo queste “forti” esperienze siamo tornati al Mary Matha, ove prepareremo tutti i nostri bagagli per la trasferta di domani. Il temporale ha un po’ abbattuto l’afa, ma l’umidità è sempre padrona.

Speriamo in domani.

 

 Il cielo stamani ci ha fatto una brutta sorpresa: ci ha illusi con un sole caldo di prima mattina e mentre stavamo arrivando al villaggio per le visite è comparso un bel temporale. Ma andiamo per gradi: stamani l’obbiettivo era il villaggio di Nelapadu, vecchia conoscenza di HHPP dove da sempre l’accoglienza è stata superlativa. Anche oggi, appena arrivati sotto il descritto temporale, mentre i petardi scoppiavano fragorosi, sono venuti incontro al nostro scuolabus gli abitanti, i suonatori di tamburo, i giovani lanciatori di petali di fiori, invitandoci a salire sul carro trainato da un trattore per raggiungere la locale Chiesetta. Le nostre rimostranze per la pioggia sono franate immediatamente sotto gli sguardi tristi degli astanti, siamo montati sul carro agghindato anche lui a festa e dopo circa 15 minuti, sotto una pioggerellina primaverile siamo arrivati alla nostra meta. Appena scesi nuova musica fragorosa per tutti noi e via immediatamente a preparare il nostro luogo di missione. Solite postazioni nella minuscola Chiesetta e via per tutta la mattina; nonostante il villaggio fosse abitato da poche anime, l’organizzazione di tutti ha fatto in modo che a fine mattinata potessimo contare 154 visite. Fra i casi particolari un uomo anziano, affetto da ulcera cronicizzata ad un piede da altre 10 anni, forse come conseguenza di una sepsi da filaria, subito preso in carico dalla nostra Chirurga sul posto Annamaria, che ha sottoposto il paziente ad un currettage chirurgico avanzato, invitando il soggetto a ritornare nei prossimi giorni per un controllo. La Pediatra Tiziana ha visitato un bimbo di 4 anni purtroppo affetto da una grave malformazione cardiaca ed un grave ritardo psicomotorio. Il solo consiglio utile è stato quello di continuare in modo assiduo la fisioterapia già in uso. Il Doc Francesco ha controllato un soggetto di 70 anni affetto da episodi ricorrenti di sincope al quale ha prescritto l’adeguata terapia. Alla nostra Pediatra la mattinata è stata rallegrata dal controllo di due piccoli nuovi nati, uno di circa 3 mesi ed una bimba di soli 13 giorni, nata prematura. Quest’ultima ho stimolato la sensibilità di tutti noi, soprattutto quando abbiamo saputo che la madre, con poco latte naturale, non ha la possibilità di acquistare il latte in polvere. La generosità dei volontari è subito scattata ed addirittura Gisberta ha manifestato il desiderio di adottare a distanza la piccola. Tornati al Dispensario, siamo tutti insieme andati a Vijayawada con lo scopo di acquistare giochi e divertimenti per i bambini perché le nostre scorte si stanno esaurendo vertiginosamente. La sera è un po’ più fresca per il post pioggia e speriamo in un domani splendente per tutto.

 

Il cielo limpido ed il sole splendente di prima mattina facevano presagire una fantastica giornata ai volontari di HHPP. Purtroppo, e fortunatamente per l’interessata, mentre attendevamo l’arrivo dello scuolabus per la partenza, si sono presentati alcuni uomini i quali con fare trafelato portavano a braccia una donna molto sofferente. Sistemata la paziente immediatamente su di un lettino del dispensario, ci siamo resi conto che la poveretta presentava una estesa ferita da taglio sul dorso del piede sinistro. Ma cosa era successo? La donna, seduta davanti alla propria abitazione, per il timore di essere investita da un auto risho, faceva un movimento brusco cadendo rovinosamente ed urtando in modo violento con il bordo tagliente di un tubo di scarico tutt’altro che pulito. La ferita, oltre ad avere un lembo di taglio ben evidente, era piena di sporcizia varia e terra. Immediatamente allertata la nostra Chirurga Dr.ssa Annamaria, è stato approntato il letto operatorio, ripulita in modo approfondito la ferita, suturata in modo perfetto e ricoperta di garze e bendaggio compressivo. Nel frattempo alla signora era stata somministrata antitetanica, antidolorifico e praticata una flebo di antibiotico 2 g di Ceftriaxone. Grossa concitazione da parte di tutti ma il team sanitario ha risposto alla perfezione. In attesa di rivederla domani, ci siamo avviati verso il vicino villaggio di Rayapudi. Qui la consueta festosa accoglienza, luogo di visite una chiesetta un po’ più spaziosa di quella di ieri, solito assalto di bambini ed adulti, ed un conto totale di controlli sanitari effettuati risultante di 156. E’ stata una mattinata molto tranquilla dal punto di vista sanitario, non casi gravi ed emblematici, ed al termine delle visite il volontari tutti si sono spupazzati un pargoletto di 4 mesi di vita che chiedeva solo di essere affettuosamente passato di braccio a braccio. Tornati al Mary Matha Dispensary, subito dopo pranzo attendevano la Dr.ssa Annamaria due pazienti odontoiatrici; un giovane uomo con due brutte radici dentarie da asportare (anestesia, asportazione e medicazione senza alcun lamento) ed una Suora con una capsula dentaria che necessitava di fissaggio. Il tutto è stato eseguito dalla nostra chirurga velocemente e con ottimo risultato. A fine serata siamo stati deliziati dalla componente campana del gruppo, coadiuvata dai toscani,che se non ci mettono il becco ce l’hanno secco, con la preparazione di una ottima pizza napoletana al pomodoro. La farina era quella utilizzata per il chapati indiano, ma comunque la pizza improvvisata ha fatto la sua bella figura nei piatti dei volontari e nei loro palati. Speriamo che la notte trascorra tranquilla !?!?! 

 

Stamani alle 7.30, dopo una nottata un po’ meno calda del solito (pensate che il Dr George, noto “sudone”, alle prime luci dell’alba ha spento il ventilatore a soffitto), abbiamo avuto il piacere di rivedere a controllo l’anziana di ieri con quella tremenda ferita al piede sinistro. Come potrete vedere dalle foto il piede appare in sorprendenti condizioni di ripresa e soprattutto la donna non ha febbre, il minimo dolore ed avrebbe voluto anche fare qualche passo. Medicazione, iniezione di antibiotico, consigli sullo stare tranquilla con il piede sollevato per alcuni giorni e domani mattina, stessa ora controllo ed iniezione. Terminata la medicazione e … la colazione, i volontari sono partiti con il mitico scuolabus verso il villaggio odierno il quale, nonostante il nome altisonante di Abrajiyapalam è in effetti un piccolo agglomerato di case intorno ad una minuscola Chiesetta nella campagna di Thullur. Qui gli abitanti sono molto poveri; quasi tutti ex braccianti agricoli che hanno perso il lavoro da quando lo stato per i lavori di costruzione della nuova capitale ha impedito a tutti di coltivare la terra ed adesso aspettano con ansia la realizzazione del nuovo piano regolatore che “dovrebbe” aprire a tutti delle nuove possibilità di lavoro nei nuovi uffici governativi. Per adesso realtà molto povera, ma dignitosa, che non ha impedito al capo villaggio di offrici il consueto saluto di benvenuto con musica e ghirlande di petali di rosa per tutti. Spazio un po’ più angusto del consueto, ma, dato che poco posto si tiene quando ci si vuol bene, ciascuno ha trovato la sua giusta collocazione. Mattinata trascorsa con tranquillità tra un paziente e l’altro senza troppa confusione fino al momento della somministrazione dei vaccini antiepatite b ai piccoli del villaggio. Apriti cielo e spalancati terra alla vista delle siringhe ed è stata necessaria tutta la serenità e la determinazione dei volontari di HHPP per portare a termine il compito. Effettuati 46 vaccini prima dose (la somministrazione delle altre due sarà affidate alle Suore del Mary Matha Dispensary) e visitate 82 persone. A fine serata è giunto un uomo di circa 30 anni affetto da morso di serpente sospetto velenoso: controllo della coagulazione del sangue e… applicazione delle tradizionali pietruzze che “dovrebbero” assorbire il veleno e non farlo entrare in circolo. Solo tradizione o valore scientifico? Comunque ecco le pietruzze al loro posto! Stasera avremo il piacere di consumare la cena a casa di uno degli autisti delle Suore; vive con la famiglia in una unica stanza all’interno del complesso della Mary Matha English School; ci ha chiesto con la sensibilità tutta indiana di fargli l’onore di averci tutti da lui a cena e potevamo noi deludere lui e tutta la sua famiglia in questo desiderio? La cena è stata un momento molto commovente considerato anche che il padrone di casa e la sua famiglia, dato il loro retaggio culturale legato alle caste, non hanno voluto in nessun modo sedersi a tavolo per pranzare con noi. Comunque ha trovato il coraggio di chiederci se domani può farsi una foto insieme a tutti noi. Quanti italiani avrebbero da imparare da un tale rispettoso comportamento? Buonanotte a tutti! 

 

Oggi giornata di festa anche in questa parte dell’India ed i nostri volontari si sono svegliati per partecipare alla Santa Messa presso la Chiesa parrocchiale di Thullur. Prima però sono stati necessari degli approfonditi preparativi perché, come consuetudine, le Suore hanno preparato per tutti i tradizionali abiti locali: shaari e monili vari per le donne, giubba e dooti per gli uomini. In queste condizioni sono montati sullo scuolabus per recarci a Messa. La presenza ultradecennale di HHPP a Thullur non ha fatto sconvolgere più di tanto gli abitanti avvezzi a questa presenza occidentale in abiti locali. Con i nostri sontuosi abiti ci siamo accomodati in Chiesa dove per oltre due ore e mezzo si è svolta la funzione religiosa, con suoni e canti a squarciagola ma con una spiritualità tutta indiana. Al termine i missionari HHPP sono stati chiamati uno per uno dal Sacerdote, li ha fatti accomodare davanti all’altare e ad ognuno ha consegnato una ghirlanda di fiori ed una stola segno di rispetto e di riconoscenza. Momenti di intensa commozione per ciascuno di noi quando gli occhioni neri profondi di tutti gli astanti si sono rivolti nella nostra direzione ringraziandoci così per la nostra opera. Nel pomeriggio, riposo dalla nostra attività sanitaria nei villaggi, ci siamo recati a visitare due templi Indù, quello rupestre di Vijayawada e quello di Mangalagiri. Le visite sono state intramezzate da un incontro veramente emozionante; lungo il percorso, in un agglomerato di misere abitazioni, abbiamo cercato ed incontrato Neelavathy, la giovane già studentessa presso la scuola delle Suore a Thullur, operata 2 volte di neoplasia cerebrale, adesso madre di una bimba di due e anni e mezzo, purtroppo affetta da una permanente paresi facciale sinistra esito dell’intervento, sposata purtroppo con un soggetto molto poco raccomandabile, spesso ubriaco e di conseguenza violento. Purtroppo la gioia di rincontrarla è stata affievolita dall’apprendere che in questo anno niente è cambiato per la nostra cara Neelavathy e salutandola le abbiamo augurato con tutto il cuore di poter migliorare la propria esistenza mettendo in pratica tutte le azione che la nostra Associazione potrà compiere. Domani è un altro giorno e … un nuovo villaggio ci attende!

 

Ed eccoci arrivati in men che non si dica all’ultimo giorno di attività sanitaria in Andhra Pradesh. Ci aspettavano stamani gli abitanti del villaggio di Dondapadu, vecchia conoscenza di HHPP in questi anni. Prima di arrivare alla meta delle nostre visite abbiamo avuto il piacere di vedere i bambini delle Scuole del Mary Matha che riniziavano le lezione dopo un periodo di festa per una ricorrenza Indù. La Chiesetta del villaggio, immersa in una zona completamente agricola in un degrado ambientale notevole ci ha accolto con il consueto rituale di benvenuto che, comunque, tutte le volte stimola nuovi sentimenti di gratitudine nei cuori dei volontari. Prima parte del lavoro dedicato ad organizzare le nostre postazioni per svolgere al meglio il nostro compito e cercare di accontentare tutte le richieste di coloro che si sono rivolti a noi. Come sempre una delle postazioni più gettonata è stata quella dei giochi e dei vestiti, e per ciò abbiamo il dovere ed il piacere di ringraziare la generosità del Gruppo Caritas della Parrocchia Santa Valeria di Seregno che tanti abiti ci ha donato per questa occasione. Il lavoro di tutti noi è volato via liscio come l’olio, grazie anche alle perfetta organizzazione del Sacerdote e dei volontari locali. Tanti i bambini affetti (o presunti tali per ottenere solo un regalo) di raffreddore, tosse e mal di testa, anziani con artrosi sintomatica, ferite cutanee ulcerate da tempo e mai curate, malesseri vari ai quali, comunque, i volontari HHPP hanno sempre e a tutti dato una risposta. Al termine della mattinata, con all’attivo 175 persone controllate, la piacevole sorpresa di un pranzo improvvisato a buffett, all’interno della Chiesetta, offerto dal padre di una bambina adottata a distanza con HHPP da tempo, che ha voluto in questo modo ringraziare per il costante aiuto economico legato al progetto Jeevan. E la generosità delle persone povere non smetterà mai di stupirci: non c’era solo per i commensali un po’ di riso e qualche banana, ma pollo tandoori, spezzatino di pollo, verdure, yogurt e frutta varia a volontà. Rientrati al Dispensario a Thullur ci attende il triste compito della preparazione delle valigie per il trasferimento in Kerala; all’interno di esse, sicuramente, oltre al nostro abbigliamento metteremo, gelosamente protetto, tutto l’affetto che le Suore e le persone locali ci hanno dimostrato in questi brevi ma intensi giorni.

 

Quando stamani alle 4 del mattino il famoso gallo del dispensario Mary Matha a Thullur si è messo a cantare a squarciagola come il suo solito, non ha dato noia più del dovuto ai volontari HHPP i quali esattamente a quell’ora avevano sistemato le proprie sveglie per i preparativi per la partenza destinazione Kerala. Nel cielo ancora scuro della notte su due fuoristrada stracolmi fino all’inverosimile di valigie, ci siamo indirizzati verso l’aeroporto di Vijayawada dove siamo giunti in perfetto orario. Solite discussioni con l’addetta al check-in per i nostri bagagli che sforavano ampiamente il peso consentito, soluzione economica concordata e via verso le procedure aeroportuali per l’imbarco. Dobbiamo riconoscere che quest’anno la compagnia aerea Indi-Go è stata all’altezza delle aspettative, con ottimi aerei, splendide hostess e guida perfetta sia alla partenza che all’arrivo. Senza colpo ferire le due tratte con tappa intermedia a Bangalore, ci hanno fatto giungere a Chocin verso le 12.30. Qui ci aspettavano le Suore con il consueto mezzo di trasporto per tutti noi e via verso l’orfanotrofio Assisi Baby Sadan. A metà strada un acquazzone tropicale ha rinfrescato il nostro viaggio, per terminare giusto in tempo per l’arrivo a Kanjirappally. Qui ci aspettavano, con un mazzolino di fiori per ciascuno di noi ed un sorriso pieno d’amore, i bambini ospiti della struttura insieme ai quali trascorreremo i prossimi giorni qui in Kerala. Per l’entusiasmo dell’accoglienza nessuno ha pensato di fare una foto, ma rimandiamo a stasera quando saremo ospiti a cena alla Portiuncola, la vicina casa di accoglienza per le bambine.  

 

 Senza il gallo che spaccava i timpani ai volontari alle ore più impensate, la notte è trascorsa serena per ognuno di noi, dal momento che anche la temperatura di notte è molto più gradevole e ciò favorisce ovviamente il riposo. Nessuno di noi ha avuto bisogno della sveglia, perché essendo le nostre camere proprio sopra la cappella dell’ Orfanotrofio, alle 6,30 è arrivato il Sacerdote per celebrare la Santa Messa. I bambini più grandi erano tutti presenti ed ovviamente non sono mancati i canti religiosi. Subito dopo colazione il gruppo si è diviso fra il Dr George che è rimasto con Sr Elisabetta per parlare dei progetti futuri da realizzare, ed i rimanenti che si sono concessi una meritata giornata di distrazione dopo l’intenso impegno umanitario dei giorni di Thullur. Sr Elisabetta ha portato il Dr George a visitare il Saint Francis Nagar un villaggetto di 8 casette per famiglie povere e ragazze madri con i bimbi che prima risiedevano all’orfanotrofio. Otto vere piccole villette con ingresso-sala da pranzo, tre camerette, bagno, cucina e lavatoio con anche una piccola lavatrice. Tutto ciò è stato reso possibile, grazie all’intraprendenza di Sr Elisabetta, da una sostanziosa donazione da parte dell’Associazione Agata Smeralda di Firenze e da benefattori indiani. Ma, direte voi, a parte il piacere di vedere questa realizzazione, come può entrarci HHPP in tutto questo? Dalle foto potete vedere che nella parte alta della casa, sopra al piano abitativo, è stato realizzato un ambiente coperto utilizzato inizialmente per poter stendere i panni, ed in seguito anche come ambiente lavorativo condiviso. Ecco che qui entra in campo la nostra Associazione perché in un prossimo futuro dovrebbe essere possibile realizzare un vero e proprio laboratorio di falegnameria e cucitura abiti. L’intraprendente Suora ha detto anche che avrebbe come progetto di costruire un Hostel (leggi Bed and breakfast locale) per creare un lavoro ai ragazzi ed alle ragazze più grandi sempre usciti dall’Orfanotrofio. Progetti che il Dr George ha concettualmente subito sposato a pieno in attesa dei progetti necessari esecutivi. Ma non basta, perché visitando una famiglia ospite di una casetta, è giunto alla nostra osservazione un bambino di 18 mesi affetto da una grave forma di labiopalatoschisi completa; anche una sorellina più grande era nata con la stessa malformazione ma è stata operata in un altro stato dell’India. La famiglia è molto povera e non ha assolutamente le risorse finanziarie per permettersi un tale intervento chirurgico. Il piccolo avrà sicuramente, appena sentito il Chirurgo sulla fattibilità dell’intervento ed il preventivo della spesa, l’aiuto necessario da HHPP che lo inserirà subito nel Progetto Jeevan di Adozioni a Distanza che permetterà un costante e duraturo aiuto economico sia prima dopo che l’intervento. La mattinata è così trascorsa e nel pomeriggio sono rientrati in sede i volontari che hanno visitato le locali piantagioni del the di Tekkadi compreso l’impianto di trasformazione. Dopo la cena come al solito consumata alla Portiuncola, bagno d’amore e di gioia insieme alle bambine lì ospiti; per fine serata tutto il team HHPP si è impegnato all’accensione ed a cercare di far volare le mongolfiere luminose portate dall’Italia. Ribadisco si è impegnato perché il risultato è stato molto deludente; solo al terzo tentativo la mongolfiera ha preso il volo accompagnata dalle grida di gioia delle bambine e … nostre, perché ci dispiaceva molto fare una così brutta figura. L’occasione comunque è stata ottima per condividere momenti di vera ilarità con queste ragazze più o meno grandi, e per accompagnarle con un gesto d’affetto al riposo notturno.

 

Oggi per i volontari HHPP è stata una giornata molto tranquilla e rilassante: alle 7 del mattino si siamo svegliati tutti prontamente perché avevamo un appuntamento con i piccoli maschietti dell’Assisi Baby Sadan. Prima che partissero per la Scuola, abbiamo fatto a ciascuno di loro tutto quanto necessario per riportare in Italia notizie di aggiornamento per il Progetto Jeevan di adozioni a distanza. Vecchie conoscenze e nuovi arrivi in questa oasi di serenità per tanti piccoli che purtroppo hanno alle spalle storie a dir poco tragiche. Max alle foto, il Dr George alla registrazione dati, Chiara e Caterina ai dati antropometrici e gli altri al necessario controllo di questa orda scatenata di fantastichi angioletti. Terminato questo importante compito, il gruppo al completo si è recato a visitare le Backwaters del Kerala, dove una sorta di barcone galleggiante ci ha fatto ammirare la rete di laghi e lagune salmastre collocate parallelamente alla costa di Chocin. Giornata serena trascorsa in compagnia di tre Suore della Portiuncola, ritorno all’Orfanotrofio in tempo per la cena, piccolo spettacolo di canti e danze da parte delle bimbe della struttura, buonanotte a tutti e nostra promessa, per domani sera, di intrattenere bambine e Suore. Cosa si inventeranno i volontari HHPP per non venire meno alla loro promessa? A domani la soluzione del rebus … 

 

 Giornata completamente umanitaria oggi per i volontari HHPP: alle ore 7.15 al termine della Santa Messa nella Cappella dell’Assisi Baby Sadan ci siamo recati tutti alla Portiuncola per l’aggiornamento delle schede della adozioni a distanza delle femminucce accolte da Sr. Elisabetta (da qualche anno lo Stato Indiano ha imposto la divisione fisica dei due sessi in tutti gli orfanotrofi anche di bambini molto piccoli). Vecchie conoscenze, nuovi arrivi e fra questi il piccolo di quasi due anni affetto da “labbro leporino” completo. Vedere davanti a noi questo pargoletto non certo in perfette condizioni di salute ha sciolto il cuore di tutti, e ci ha molto preoccupati dal momento che lo nostra Pediatra Tiziana ha avanzato dei dubbi sul fatto il piccolo possa avere anche qualche altro disturbo di natura neurologica, dal momento che alla sua età non tiene ancora alzata la testa ed ha le gambine un po’ troppo rigide. Speriamo che il controllo da parte del Chirurgo, che farà il prima possibile, dia esito positivo e possa essere sottoposto intanto ad un primo intervento, per permettergli di alimentarsi regolarmente senza il pericolo che ad ogni volta possa andargli il latte di traverso, nel respiro. Sarebbe un evento gravissimo al quale difficilmente potrebbe sopravvivere. Terminato questo primo compito via di corsa (letteralmente per la guida spericolata di Sr Omena) verso il vicino paese di Kanjirappally, dove abbiamo fatto incetta di pantaloncini corti per tutti i 97 bambini delle due strutture e della mitica Nutella. E questo non è stato un compito semplice dal momento che abbiamo dovuto girare ben tre negozi prima di trovare la preziosa golosità, con la quale domattina delizieremo i palati dei più piccini…e perché no anche dei più grandi. Dopo pranzo via ancora di corsa (l’autista del pulmino noleggiato per i nostri spostamenti in questi giorni è forse ancora più spericolato della Suora!) verso Kottayam. Qui dopo due ore e mezzo di batticuore per le strade accidentate indiane e sotto un sole cocente, siamo arrivati all’Assisi Balika Bhavan, casa di accoglienza per le bimbe più grandi che frequentano le scuole superiori. Qui siamo venuti a conoscenza di una novità veramente grave: l’Amminstrazione Indiana nella persona del Capo del Governo Moodi, ha emanato una legge per cui tutti gli Orfanotrofi dello Stato devono registrarsi un uno speciale elenco, definire quanti posti hanno a disposizione e quanti ospiti hanno attualmente. In questo modo il Governo avrà la possibilità di inserire nelle strutture, in modo completamente autonomo, chi vorrà lui, anche ragazzi poco raccomandabili, che magari sono stati anche in carcere; le strutture non avranno la possibilità di rifiutarsi. Capite che a queste condizioni le Suore, con la presenza di sole ragazzine indifese, non se la sentano certo di poter correre questi rischi, per cui non hanno iscritto la struttura nell’elenco. Questo vuol dire che la presenza delle ragazze andrà ad esaurimento via via che, diventate più grandi e finiti gli studi, troveranno una autonoma collazione. Sr Elisabetta, che ci ha confermato che il Governo ha già chiuso più di 200 orfanotrofi delle Suore di Madre Teresa in tutta l’india, ci ha rassicurati per l’Assisi Baby Sadan e la Portiuncola, dal momento che il Governo locale di Kanjirappally ha ridefinito le due strutture come Hostel, cioè ostelli di accoglienza e così almeno questo problema è superato. Confortati da queste notizie e terminato il controllo delle dieci ragazze presenti, via sempre di gran carriera (non con la corriera ma con il pulmino!) ci siamo recati ad un incontro che ci ha finalmente riconsolato i cuori. Abbiamo rivisto con immenso piacere Arun e Kiran , due bambini ora quindicenni, che HHPP ha incontrato per la prima volta nelle due stanzette dell’ospedale di Mokkuttuthara nel 2004, prima della costruzione del nuovo Orfanotrofio. E’ stata una gioia immensa vedere come questi due adolescenti stiano bene, nella loro nuova casa della famiglia indiana che li ha adottati, e che li ama veramente. Baci e abbracci sinceri peri tutti e soprattutto per il Dr George (che li conosce da sempre) e da Max che insieme al Dr Roberto di Milano ne ha preso veramente a cuore l’esistenza. Era già calato il sole quando siamo ripartiti per la Portiuncola. Qui, dopo una frugale ma “saporitissima” cena , serata non in musica come previsto ieri, ma giochi con tutti e per tutti con palloncini luminosi che hanno scatenato la gioia sfrenata delle bambine e … dei volontari. Sudati fradici, ma molto molto felici, ci rechiamo a letto consapevoli che purtroppo domani sarà l’ultimo giorno della nostra permanenza nella terra di Ghandi, e dovremo salutare a malincuore tutte queste persone che in questi giorni ci hanno dato così tanto, ed alle quali speriamo di aver donato dei momenti di sincera gioia con amore

 

Ed eccoci così arrivati anche all’ultimo giorno di questa nostra permanenza umanitaria in India; per non cedere in modo eccessivo alla tristezza che pervade tutti noi, ci siamo voluti regalare un momento di vera dolcezza…e non solo da un punto di vista sentimentale. Stamani sveglia presto per ciascuno di noi (ma nessuno ha dovute mettere la sveglia dal momento che i consueti canti religiosi hanno facilitato il nostro risveglio) perché ci attendeva un compito veramente importante: inondare le fette di pan carré precedentemente comprate, della deliziosa crema alla nocciola inventata dal Sig Ferrero (la Nutella) non facilmente reperita ieri in un mini supermercato locale. Tutti all’opera alla spalmatura del dolce nettare, preparazione di piatti dei piccoli ospiti dell’Assisi Baby Sadan ed ecco realizzato il miracolo: all’ingresso dei bambini nel refettorio per la colazione, si sono resi subito conto che c’era qualcosa di diverso rispetto al consueto. Non ciapati con pollo e verdure, ma nei loro occhioni neri si è materializzata la dolcezza cremosa che a loro piace tanto, ma che le Suore per un problema economico non possono permettersi di somministrare frequentemente. Ma fortunatamente è arrivata HHPP con i suoi volontari ed eccoci felicemente riuniti intorno ai tavoli per godere tutti della gioia dei bambini. Dopo questa dolcezza a tutto tondo, abbiamo scatenato la vitalità dei bimbi regalando loro i palloni multicolor dell’Associazione che già conoscono ed apprezzano da sempre. Altro che pilates e palestra: rincorrere i palloni continuamente lanciati verso di noi dai piccoli questa sì che ginnastica che fa bene non solo al corpo. Ma siccome ogni bel gioco dura poco, anche per i bambini è arrivato il momento di andare a scuola (in India la scuola è aperta e frequentata anche di sabato) e tutti hanno dovuto abbandonare i palloni e prendere i libri di scuola per gli ultimi ripassi. Noi abbiamo approfittato per andare a visitare la scuola vicina all’Orfanotrofio e con l’occasione abbiamo risistemato alla bene meglio la rete di pallavolo che era in pessime condizioni. Ci siamo riproposti l’anno prossimo di portarne una nuova anche con veri palloni da volley così da rendere più piacevoli le giornate anche quando i volontari saranno partiti. Ultimo pranzo alla Portiuncola, saluti e ringraziamenti commoventi per tutti, lacrimucce condivise e nel primissimo pomeriggio via super veloci attraverso il caotico traffico stradale per giungere dopo tre ore e mezzo di vere acrobatiche peripezie del guidatore, all’Hotel Flora di Chocin, nostra consueta sede di due / tre ore di riposo per intraprendere il viaggio di ritorno verso la nostra Italia.  

 

 E come tutti i salmi finiscono in gloria, così i diari delle missioni di H.H.P.P. Onlus finiscono con le considerazioni finali sulla missione testé conclusa dei partecipanti alla missione stessa. Tendo a precisare, come sempre, che tali considerazioni sono libere e scevre da qualsiasi “censura” da parte di chicchessia; ognuno è libero di esprimere un proprio pensiero e questo suggellerà questa 48° Missione Sanitaria ed Umanitaria di HHPP, la 24° in India.

Caterina
“Questa enorme folla vestita praticamente di asciugamani, spirava un senso di miseria, di indigenza indicibile, pareva che tutti fossero appena scampati a un terremoto, e, felici per esserne sopravvissuti, si accontentassero dei pochi stracci”, descriveva perfettamente Pasolini nel libro “L’odore dell’India”, lo stesso odore che mi ha colta subito impreparata appena atterrati in Andra Pradesh e che è rimasto impregnato sulla pelle senza possibilità di essere lavato via. Un risveglio di tutti i sensi, compreso il contatto fisico che ricercano dolcemente i tantissimi bambini accolti negli orfanotrofi del Kerala. Si rimane esterrefatti e confusi di fronte alla immensa gratitudine che manifesta questo popolo con tutti i mezzi a sua disposizione, in confronto al piccolissimo contributo che proviamo a dare; un popolo così povero fuori ma allo stesso tempo così ricco negli occhi e nel sorriso.
Tutto ciò dimostra che in queste esperienze siamo soprattutto noi ad uscirne arricchiti con lo spirito pieno di profonda gioia e completezza.

Chiara
È difficile mettersi a tavolino e raccontare a parole cosa è stata questa missione in India per me. Quando ti sposti dall’altra parte del mondo non sai mai cosa ti aspetta, come riuscirai ad adattarti, cosa ti lascerà in dono quella terra. Gli odori, i colori, i suoni, le folle di persone sempre in movimento, il caos di macchine e motorini, le tradizioni, la cultura religiosa e sociale; lo scenario è nuovo per i miei occhi, così tanto distante da noi, ma altrettanto caratteristico. Questa diversità inizialmente mi ha fatta tremare, evocava un forte senso di inadeguatezza. Poi il tempo ha cominciato a fare la sua parte e allora ho cominciato ad adattarmi, a sentirmi a mio agio, ho cominciato a scrutare più a fondo le persone, a cercare di condividere qualcosa con un gesto, un’occhiata e a cogliere l’essenza di quel popolo. Persone genuine, riconoscenti (fino all’esagerazione) e grate per ogni piccolo “dono” ricevuto da HHPP. L’enorme divario culturale, sociale, storico che corre tra noi e loro ti scuote nel profondo, ti fa comprendere quanto siano distanti le nostre vite, ma nonostante questo ho ricevuto un dono di immenso valore, un’esperienza professionale e personale indimenticabile. Solo ora posso dire che torno a casa più capace di apprezzare e dare valore alla semplicità. Di aver capito l’importanza di condividere, di aggregarsi, di lavorare in squadra perché in gruppo si è più forti. Quindi grazie alle meravigliose Sisters che dedicano le loro esistenze al servizio del prossimo, alla ricerca dell’essenziale, che donano e rinunciano ad una parte di loro stesse per il bene della comunità. Grazie ai piccoli umani che mi hanno fatta sentire la zia-“anty” di tutti per qualche settimana. Grazie a voi, compagni di missione, che avete contribuito a questo enorme arricchimento personale.

Francesco
Ho accolto l’opportunità di fare questa missione sanitaria senza soffermarmi troppo a pensare a cosa avrei trovato, avevo finito da poco il mio percorso formativo e la voglia di vedere nuove realtà al di fuori del panorama ospedaliero italiano era tanta.
Mi sono quindi trovato bruscamente travolto da ciò che ci aspettava nel paesino di Thullur, in Andhra Pradesh, condizioni di vita così distanti da quelle italiane che è anche difficile fare un raffronto. Le emozioni si sono susseguite per tutto il viaggio, un senso di gratitudine per tutto ciò che stavo e sto vivendo, avendo sperimentato che non è cosa scontata, la gioia nel vedere come anche piccoli gesti e aiuti miglioravano le condizioni delle persone del luogo, commozione nel ricevere l’amore delle suore che gestivano le strutture dove abbiamo alloggiato e dei bambini dell’orfanotrofio di Kanjirappally per i quali siamo divenuti tutti zii, o “Uncle” come amavano chiamarci urlando gioiosamente. 
Mi piacerebbe che più persone possibili avessero l’opportunità di vivere esperienze come quella che ho appena concluso, in cui parti con l’idea di aiutare una comunità ma ti ritrovi a ricevere qualcosa di infinitamente maggiore che arriva a toccare la tua più intima essenza.”

Giorgio
Il mio report finale è costituito da tre ringraziamenti. Il primo ai bambini indiani che con il loro sorriso ti illumina uno dentro e sono stati la prima molla di questo viaggio. Il secondo grazie alle suore che, come fatine, ti coccolano e ti danno il calore e l’affetto di una famiglia. Il terzo grazie agli amici del gruppo che hanno sopportato le mie paturnie, hanno organizzato ciò che io non ero in grado di organizzare e mi sono stati vicino con un calore di chi ti conosce da sempre. I vostri sorrisi e il vostro entusiasmo, il Burraco e le travelgum condivise, l’improbabile babà, tutto ora fa parte di una bella esperienza vissuta insieme.

Max
Sono stati quindici giorni di amore incondizionato sia a Thullur in Andhra Pradesh, che dai bambini dell’orfanotrofio Assisi Baby Sadan in Kerala.
Delle suore nei nostri confronti, accudendoci e proteggendoci in ogni momento come sempre. Di noi tutti verso le bimbe i bimbi e le persone povere che abbiamo incontrato e che i medici hanno visitato. Della gratitudine delle comunità dei villaggi dove abbiamo operato. Dei bimbi in Kerala. E del nostro gruppo di medici e volontari con cui mi sono trovato molto bene.
Torno ancora una volta arricchito di un esperienza importante e vissuta intensamente che mi lascia sempre sentimentalmente fragile e allo stesso tempo migliorato. Riporto a casa abbracci, sguardi intensi e sorrisi incredibili con la speranza di poter aver contribuito seppur infinitesimamente ad alleviare la sofferenza di questa umanità povera e bisognosa comunque di grande dignità e generosità.
Ringrazio tutti i miei compagni di missione, Dr. George e HHPP che ne hanno permesso la realizzazione, Suor Jain, Suor Elsy a Thullur, Suor Elisabetta, Suor Marykutty, Suor Omana, Suor Elena in Kerala e tutte le altre suore per il loro costante impegno.
Sul volo di ritorno da Cochin a Dubai ho assistito ad un alba spettacolare: l’aereo sfrecciava in uno spazio metafisico di nuvole porpora sovrastate da altre intensamente arancioni che sfumavano nel giallo, ogni volta che l’ala tagliava una nuvola i colori si spandevano nell’infinito e in lontananza sfrecciava un’altro aereo, con altri passeggeri, lasciando una scia luminosa, in quel momento pensavo che mi stavo distaccando da un mondo per tutto l’anno parallelo al mio che però si incontrerà sempre nel mio ricordo, nelle mie preghiere e nel mio cuore.

Tiziana
Torniamo in India, ricalcando lo stesso copione di lavoro. Bene! Ma niente è scontato. Non lo è l’impatto con la realtà indiana, l’incontro con la gente, mite e dignitosa, i bambini sorridenti e affettuosi.
Le suore ,poi, sono un capitolo a parte, esempio per tutti noi di abnegazione, tenacia e lavoro instancabile. Un valore aggiunto!
Trovarsi in un gruppo spontaneamente affiatato e solidale. FRIEND: è la parola scritta sul braccialetto che ci è stato regalato dalle bambine di Thullur, ed esprime il sentimento che ha legato le persone e l’attività. Il nostro quotidiano è lontanissimo da questa realtà, ma il sentimento di amicizia è quel “fil rouge” che ci accomuna e ci spinge a non mollare.

Dr George
Ritrovare per l’ennesima volta i volti di coloro che conosco da oltre 10 anni a Thullur, a Kanjirappally ed a Kottayam ha suscitato in me la sensazione di sempre: tornare a casa. Sì proprio tornare a casa perché l’India è la casa iniziale di tutta l’attività di HHPP in questi 15 anni ed il mio cuore non potrà mai dimenticarlo. Quest’anno poi ho avuto la fortuna di condividere questa esperienza con una squadra di volontari con i quali svolgere quotidianamente la nostra attività nei vari villaggi e nel Dispensario di Thullur è stato molto semplice, dal momento che la coesione umanitaria fra di noi è stata da subito molto forte e questo ci ha permesso di svolgere il nostro compito in modo preciso, attento e senza alcuna tensione. Le oltre 1500 persone controllate in questi 15 giorni ricorderanno per molto tempo la serenità che aleggiava dai nostri atteggiamenti nei vari compiti che ognuno aveva, e la positività che abbiamo potuto donare durante il nostro soggiorno. Come sempre il poter regalare un sorriso ad un bambino o alleviare la sofferenza di un anziano è un regalo per la mia esistenza che solo chi l’ha provato di persona potrà comprendere a pieno. Torno casa alla consueta vita di ogni giorno con la consapevolezza di aver cercato di fare tutto il meglio possibile peer tutti coloro che ho incontrato e questo mi rende molto orgoglioso di me stesso. Grazie a tutti coloro che hanno consentito questa mia ulteriore esperienza umanitaria: in primis alla mia Beatrice che ancora una volta ho lasciato sola per 15 giorni ma che con la sua sensibilità ed suo amore mi ha accompagnato anche in questa permanenza indiana; grazie ai miei fantastici compagni di viaggio i quali, ognuno per conto suo, con la propria personale sensibilità ed umanità hanno fatto in modo che nessuno si sentisse mai solo ma strettamente vincolato all’amore comune; grazie ai benefattori italiani che con il loro costante e fiducioso sostegno hanno reso possibile questa 48° missione; grazie al Centro Missionario Medicinali di Firenze nella persona del suo manager Sig Massimo Ghiribelli il quale, con la generosità che lo contraddistingue, ci ha fornito una innumerevole quantità di medicinali risultati utilissimi per il nostro lavoro; grazie alle Suore che ci sono state vicine come vere sorelle e non si sono risparmiate un secondo per assecondarci nelle nostre attività; grazie alle persone non proprio sane che abbiamo incontrate perché proprio la loro non perfetta salute si è trasformata per noi nella gioia sincera di poterli aiutare. Ancora una volta, tornato a casa nella nostra realtà italiana, ho capito quanto fortunata sia la mia esistenza nei confronti dei moltissimi incontrati dai quali ho ricevuto tanta serenità. Adesso torniamo tutti alle nostre quotidiane attività in mondo che abbiamo il dovere di rendere migliore proprio per coloro che hanno avuto solo la sfortuna di nascere nella parte sbagliata del mondo. 
H.H.P.P. come sempre farà di tutto ed anche di più per continuare a realizzare il proprio SOGNO UMANITARIO DALLA VALDINIEVOLE NEL MONDO.

 

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