2° Missione Madagascar – Maggio 2017

OBIETTIVI DELLA MISSIONE

  • Visite Mediche a tutti i bambini e gli adulti che si presenteranno alla nostra attenzione (con conseguente distribuzione gratuita dei farmaci necessari) nei Villaggi di Ambondrona, Mangirankirana, Antsakolany, Andrianankoko, Antanfiananbitry, Ambatosavavy;
  • Visite Mediche e distribuzione di tanti tanti giocattoli ai bambini ospiti della Struttura Stella Maria (gestita da Suore) affetti da grave disabilità motoria (il così detto “piede torto congenito”) sia prima che dopo il ricovero per i necessari interventi chirurgici;
  • Presa visione delle opere strutturali (costruzione di 1 pozzo per l’acqua e di 2 Scuole) realizzate da H.H.P.P. nel corso del 2016;
  • Organizzazione per la realizzazione di 1 nuovo pozzo in Villaggio sprovvisto di tale essenziale servizio e di 3 Scuole in altri Villaggi;
  • Distribuzione ai bambini dei capi di abbigliamento e dei giocattoli portati dall’Italia.

COMPONENTI TEAM DELLA MISSIONE

  1. CASI Maria Beatrice                             Volontaria
  2. CORSI Nicoletta                                    Infermiera
  3. FERRUCCIO Naika Petra                    Medico
  4. FROSINI Novella                                   Infermiera
  5. IOZZELLI Corinna                                 Infermiera
  6. MARTINI Giorgio                                   Medico
  7. MORETTI Fabio                                     Medico Pediatra
  8. TORRE MIchele                                     Volontario
  9. ZAREMBA Mirela                                   Volontaria
 
DESCRIZIONE MISSIONE
  • 15 Maggio Lunedì  – Milano Malpensa  21:15 – Nosy Be 08.05 del 16
  • 16 Maggio – Martedì
    Trasferimento Aeroporto Residence Ville Blanche a Ambondrona

    Preparazione materiale per Visite ai Villaggi – Visita ai bambini del  Centro Maria Stella 
  • 17 Maggio – Mercoledì
    Mattina: Visite al Villaggio di Ambondrona (c/o Ville Blanche)
    Pomeriggio: preparazione materiale per Visite al Villaggio di domani  e visita alla Scuola del Cocotier
  • 18 Maggio – Giovedì
    Mattina: Visite al Villaggio di Mangirankirana (c/o scuola)
    Pomeriggio: preparazione materiale per Visite al Villaggio di domani
  • 19 Maggio – Venerdì
    Mattina: Visite al Villaggio di Antsakolany/Andrianankonko (c/o scuola)
    Pomeriggio: preparazione materiale per Visite al Villaggio di domani
  • 20 Maggio – Sabato
    Mattina: Visite al Villaggio di Antanfiananbitry (c/o Chiesa)
    Pomeriggio: preparazione materiale per Visite al Villaggio di Lunedì
  • 21 Maggio – Domenica
    Giornata libera con possibilità di escursione in un Parco Naturalistico dell’Isola 
  • 22 Maggio – Lunedì
    Mattina: Visite al Villaggio di Ambatosavavy (c/o da definire)
    Pomeriggio: riposo e preparativi per la partenza
  • 23 Maggio – Martedì
    Trasferimento Villa Blanche – Aeroporto Volo Meridiana  IG3659 – Ore 09:35
    Arrivo a Milano Malpensa – Ore 18:25
    Partenza verso le rispettive destinazioni finali

 

GALLERIA FOTOGRAFICA MISSIONE

 

DIARIO GIORNALIERO
   

Cari amici che seguite da 14 anni questi diari delle missioni umanitarie di H.H.P.P. Onlus nei paesi più disparati del mondo , inizia oggi la 45° avventura dell’Associazione in terra africana e più precisamente in Madagascar Isola di Nosy Be. Qui, nella terra dei lemuri, 9 volontari faranno del loro meglio ( ed anche di più ) per alleviare le sofferenze e donare uno spiraglio di gioia ad una popolazione fra le più povere del mondo. Ma partiamo dall’inizio: dopo una lunga preparazione durata alcuni mesi ed un impegno personale di ognuno di noi per reperire tutto quanto di utile può servire durante il nostro periodo di attività , la squadra ha visto la sua definitiva composizione. 3 Medici , 3 Infermiere e 3 Volontari collaboreranno fra loro per visitare quante più persone possibile, donare loro i farmaci necessari per i propri malanni e donare ai bambini che incontreranno capi di abbigliamento portati dall’Italia e tanti giochi. La prima incombenza della mattina è stata quella di recarsi a Firenze a ritirare un furgone nove posti preso a noleggio per ospitare i volontari e le “innumerevoli” valigie al seguito. Si è capito subito che il seppur immenso Fiat Ducato Professional non sarebbe stato sufficiente ad ospitare uomini e materiale ; meno male che , in previsione di questa evenienza , era stato avvisato il nostro giovane amico Edoardo che subito si è reso disponibile a venire a Milano con la sua auto per caricarvi un po’ di bagagli. Alle 13,30 partenza da Montecatini con il Dr George , Beatrice , Corinna e Mirela. Prima tappa a Pistoia per imbarcare Nicoletta e Novella e trasferire un certo numero di valigie nella macchina di Edoardo. Via di gran carriera verso Firenze dove ci attendevano altri due volontari Naika e Fabio insieme ai quali abbiamo iniziato il viaggio direzione Malpensa. Qui siamo arrivati non senza qualche difficoltà legata al traffico più che sostenuto incontrato in tangenziale, ed abbiamo completato la squadra con Michele il volontario proveniente dalla Sardegna che ci attendeva all’ingresso dell’aerostazione con la istituzionale maglietta gialla . Superato senza colpo ferire il momento del chek-in con le nostre 19 valigie da stiva e 9 bagagli a mano (grazie all’interessamento dell’amico Sergio con la Meridiana) ci siamo avviati all’imbarco che è avvenuto in perfetto orario. Sempre grazie a Sergio abbiamo avuto la possibilità di poter usufruire di posti a sedere tipo confort e questo ci ha permesso di affrontare le quasi 10 ore di viaggio con una comodità veramente insolita per classe economica dei voli aerei. Dopo una frugale ma non pessima cena, mentre ognuno di noi si abbandona ai propri pensieri ed alle personali aspettative di questa missione, noi vi inviamo dall’alto dei cieli una calorosa buona notte!

 

Atterrati puntualmente all’aeroporto “internazionale“ di Nosy Be; incontrato l’immancabile gendarme maldascio italiano Roberto, immancabile rito di paziente attesa per il rilascio del visto di ingresso e … incredibilmente tutte le nostre valigie normali e super sono arrivate in perfette condizioni. E’ proprio grazie a Roberto che abbiamo potuto portare a destinazione tutti i nostri bagagli ed arrivare alla nostra destinazione, una struttura tipica malgascia ubicata sulla spiaggia di Ambondrona. Piccolo riposo per smaltire la stanchezza accumulata e dopo pranzo è iniziato l’immane lavoro della preparazione e suddivisione del materiale da portare nei villaggi dei giorni prossimi. Sembra ma non è stato molto semplice effettuare tale ripartizione data la mole di materiale da suddividere. Comunque a sera inoltrata, alle ore 17,30 il sole era già calato, la nostra opera era terminata per cui ricca doccia ristoratrice e dopo a cena sotto le stelle equatoriali. Qualcuno ha chiesto come fossero le condizioni ospedaliere locali , e che cosa possa succedere ad un turista che abbia bisogno di assistenza sanitaria. Il nostro brillante pediatra Fabio, da buon pisano, ha sentenziato : “Gli fanno una buha e ce lo buttano dentro…”

 

Sveglia ore 06,30 per fare colazione alle 07,00 e partire alle 08,05 direzione Centro Stella Maria di Ambondrona dove visiteremo tutti i bambini del “ piede torto “ e gli abitanti del villaggio che sono stati avvertiti della nostra presenza e disponibilità a visitare tutti quelli che si presenteranno , consegnando loro i necessari medicinali. Appena arrivati abbiamo allestito le postazioni di lavoro cosi predisposte : alla registrazione pazienti Beatrice e Michele, al triage see and treat Corinna , alle postazioni di visita i Medici Fabio , Dr George e Naika, alla farmacia Nicoletta e Novella, alla distribuzione abiti e giochi Mirela. Non dimentichiamoci Roberto che come sempre fa il jolly in questa nostra attività e coordina la logistica. La giornata è volata nel vero senso della parola fra tante visite a grandi e piccini; fra i casi particolari un codice giallo (uomo di 63 anni) con grave difficoltà respiratoria , febbre e dolore al torace il quale dopo una repentina terapia con antibiotico iniettivo e cortisone per bocca si è prontamente ripreso, sicuramente più per la considerazione che aveva ricevuto che per la terapia somministrata. Si è presentata a visita una giovane donna con sospetta infezione tubercolare polmonare, una bambina con un importante quadro addominale non ancora ben definito anche dopo il ricovero ospedaliero e tanti bambini con febbre , parassitosi intestinale ed anemia . Nel primo pomeriggio abbiamo visitato anche tutti gli ospiti del Centro Stella Maria , che abbiamo trovato in discrete condizioni generali , sicuramente migliorate dopo che ciascuno di loro ha ricevuto un dono portato dall’Italia: una bambolina per le femminuccie ed un macchinina fuoristrada per i maschietti, oltre ad una ciabattina infradito per tutti. Al termine della giornata, dopo aver ammirato uno spettacolare tramonto sul mare, abbiamo fatto ritorno ai nostri alloggi stanchi ma felici per il lavoro svolto a favore di queste persone che sono davvero molto bisognose. Mentre ci stiamo avviando a riposare le nostre stanche membra , qui in compagnia di gechi di grandezza smisurata (per la Beatrice) auguriamo a tous le monde bonne nuit.

 

Stamattina siamo riusciti a fare una puntuale colazione alle ore 7 precise; tutti presenti e alle 7.30 ci siamo messi in marcia verso il Villaggio di Mangirankirana dove siamo arrivati dopo circa un’ora di un viaggio incredibile fra le buche con erba dell’asfalto stradale e le profonde voragini post piogge torrenziali di un tratturo fra due muri di terra rossastra e sottile. Tutti gli abitanti del villaggio li abbiamo trovati riuniti davanti la scuola costruita da HHPP nel 2016 e la struttura scolastica è stata la base per la nostra attività sanitaria. In un’aula sono state allestite le 3 postazioni visita e nell’altra la farmacia e la medicheria. Nel frattempo Mirela all’esterno preparava vestiti e giochi per i bimbi e Beatrice e Michele accoglievano registrandoli i pazienti. L’aspetto generale del villaggio ha lasciato piacevolmente sorpresi i volontari già presenti nella missione dell’anno scorso, e di questo miglioramento dobbiamo riconoscerne il merito all’opera di HHPP . I bambini hanno potuto quest’anno per la prima volta andare a scuola ed iniziare finalmente il loro percorso di miglioramento educativo . L’attività sanitaria è iniziata con un caso veramente emblematico : un uomo di 85 anni con una voluminosa escrescenza cutanea ulcerata e vegetante a livello della tibia destra con tutte le caratteristiche di una neoformazione maligna. Non abbiamo potuto fare altro che medicare la lesione, somministrare terapia antibiotica iniettiva e consigliare al malcapitato una consulenza chirurgica. Durante la giornata il nostro pediatra Dr Fabio è stato molto impegnato dato il notevole numero di bambini presenti , e fra questi due casi interessanti ; uno di 2 anni di età con un’ulcera essudante del dorso del piede dx (toilette chirurgica e medicazione successiva con terapia antibiotica iniettiva e orale con il fondamentale aiuto dell’infermiera Nicoletta) ed uno di 3 anni con manifestazioni cutanee di tipo nodulare dal ginocchio al piede di tipo settico a cui è stata effettuata una profonda pulizia e successiva medicazione. Fra gli adulti un giovane che si è presentato con una lesione cutanea alla coscia destra a suo dire dovuta ad un morso di pesce, vari casi di bronchite asmatiforme , dolori articolari diffusi e tanti tanti casi di parassitosi intestinale . Una giovane ragazza , dopo essere stata visitata, ha chiesto se era possibile effettuare una iniezione intramuscolare , dal momento che per poterne fare una, oltre ad essere a pagamento, doveva fare 7 chilometri a piedi per arrivare al più vicino dispensario medico. Al termine dell’attività sanitaria distribuzione a tutti i bambini presenti dei giochi e vestiti portati dall’Italia. Andando verso la gargotte della sorella di Elina , dove abbiamo consumato un frugale pasto, abbiamo avuto l’occasione di vedere i due pozzi costruiti da HHPP ed ancora perfettamente funzionanti. Confinante con la gargotte c’è la scuola che l’Associazione sta completamente ristrutturando,anche se le foto pubblicate chiariranno che più che di ristrutturazione si tratta di ricostruzione. A fine giornata breve passeggiata alla capitale Helle Ville dove si siamo riapprovvigionati di medicinali ed acqua. La compagnia serale, se nei giorni scorsi era fornita da gechi e stelle, oggi è rappresentata dalla presenza di un boa coscriptor di soli 2 metri di lunghezza che è stato amorevolmente accarezzato solo dai più temerari fra noi ed esattamente Michele e Mirela. Anche questo è Madagascar!

 

Anche stamani sveglia alle ore 6 per partire verso il Villaggio di Antsakolany dove nel 2016 HHPP ha ristrutturato la Scuola Elementare. All’arrivo un comitato sorridente ed ordinato di bimbi festosi, ha intonato per noi un canto di benvenuto che ha sciolto i nostri cuori più del caldo soffocante africano. Prima di iniziare la nostra attività abbiamo avuto l’onore ed il piacere dei saluti ufficiali da parte del Capo Villaggio, del Sindaco e del Vicesindaco di Nosy Be che ci hanno ringraziati per la nostra umanitaria attività. Solite postazioni di lavoro con i locali visita e quelli della farmacia e terapia iniettiva ospitati nelle due aule della Scuola. Il primo bambino giunto all’osservazione del Pediatra Dr Fabio è stato un pargoletto di soli 7 giorni di vita che è risultato in perfetta forma fisica; fra i casi particolari della giornata un bambino affetto da una grave infezione cutanea tanto diffusa da far assomigliare il piccolo ad un ustionato dal calore; una giovane donna che aveva partorito da 6 mesi affetta da una diffusa forma di tinea corporis insorta all’inizio della gravidanza; un uomo di circa 40 anni di età affetto da una grave forma di infezione polmonare tanto da stimolare il Dr George a concedergli la terapia antibiotica per ben 20 giorni. Durante la nostra attività è giunta una signora, neanche troppo piacente, che ha portato con sé per far visitare i suoi 10 figli tutti in più che accettabili condizioni generali. La mattinata è trascorsa serenamente fino alle ore 14 quando, terminate le visite ci siamo sbizzarriti con i vestitini ed i giochi ai bambini presenti , i quali hanno come sempre apprezzato la generosità dei nostri benefattori italiani. Prima di incamminarci per il ritorno, il Dr George coadiuvato dall’Infermiera Corinna, si è recato ad effettuare una visita domiciliare alla sorella del Vice Sindaco di Nosy Be ; purtroppo abbiamo trovato una donna anziana con tutti i sintomi di un deterioramento cerebrale post vasculopatie in grave ipertensione arteriosa. Visto che la terapia veniva effettuata solo saltuariamente quando si presentavano i maggiori rialzi pressori, abbiamo potuto solo , dopo aver constatato l’attuale pressione sanguigna solo un po’ elevata, consigliare di prendere regolarmente i farmaci opportuni in modo costante. La serata si è conclusa con un bellissimo volo di aquiloni con i bambini della struttura Stella Maria ed il loro stupore e la loro gioia rimarranno nei nostri cuori per molto tempo. L’orizzonte di Nosy Be al tramonto ci ha regalato l’immagine del sole che pur già in un altro emisfero , lascia i suoi raggi in nostra compagnia, così come HHPP spera di riuscire a continuare a portare la luce della speranza dove esiste la nebbia dell’indifferenza.

 

Il Villaggio di oggi, Antanfianambitry, il più lontano tra quelli visitati in questa nostra missione sanitaria, ci ha accolto con un aspetto di pulizia veramente sorprendente ed inaspettato, opera del convincimento forzoso realizzato dal nostro Roberto prima della visita. Ci ha accolto la consueta moltitudine di bambini ed adulti, abbiamo preparato le postazioni sanitarie nella Chiesetta del paese con la farmacia posizionata sull’altare. Anche stamani è venuto a farci visita il Sindaco di Nosy Be che rivolgendosi ai presenti ha elogiato l’attività di HHPP invitandoci a proseguire in queste nostre opere umanitarie. La mattinata è trascorsa in una frenesia di incontri che hanno impegnato il personale sanitario e non di meno gli addetti alla registrazione ed alla consegna di giochi e vestiti. Fra i casi più importanti della mattinata un giovane ragazzo con una grave forma di ittero sclerale ed urine molto scure ; per lui non abbiamo potuto fare altro che suggerire di recarsi ad effettuare le analisi del sangue ed un’ecografia per confermare la diagnosi. Corinna si è cimentata in una medicazione avanzata ad un giovane handicappato dalla nascita che si era ferito ad un piede e questo era ricoperto di tessuto necrotico impastato di terra. La pazienza di Corinna ha avuto il sopravvento ed il giovane, dopo qualche perplessità, ha riconosciuto la professionalità andando via con il piede completamente ripulito e curato. Un bambino si è presentato al pediatra Dr Fabio con una forma di tinea capitis molto diffusa ed in fase settica. La Drssa Naika ha curato una signora che era stata morsa da uno scorpione marino che le aveva procurato una lesione ulcerata al piede destro. Anche oggi molti casi di bambini ed adulti con problemi ortopedici legati anche alla difficoltà per queste persone di carnagione nera di assorbire la vitamina D attraverso la pelle oltre che alla ridotta introduzione di calcio con l’alimentazione. Al termine delle visite mediche, c’è stato un vero e proprio assalto alla postazione di Mirela e Novella che con audacia avevano iniziato a distribuire vestiti e giocattoli a bambini ed adulti. È stato necessario l’intervento del Dr George per cercare di contenere l’irruenza dei desiderosi di un dono ed in qualche modo fra tutti ci siamo riusciti. Terminata anche questa operazione abbiamo distribuito un pacchettino di biscotti ad ogni bimbo regalato loro da Roberto. Partenza verso il ritorno direzione Stella Maria dove ci attendevano una trentina di pazienti fra adulti e bambini che abbiamo soddisfatto nel loro desiderio sanitario. Qui Dr Fabio ha analizzato il grave problema di Clarita, la bambina con la deformazione a sciabola delle tibie, già operata ma che ancora deve sopportare dei tutori di ferro alla Forrest Gump. Purtroppo la previsione sanitaria del nostro pediatra non è stata delle migliori, ipotizzando una necessità di trasferimento in strutture idonee per questo caso molto complesso. Fine serata dedicata alle 8 orfanelle del Cocotier di Sr Josephine le quali, con il loro desiderio immenso di affetto e la loro incontenibile gioia nel vedere i giochi che avevamo portato solo per loro, hanno fatto da immensa cornice alla bellezza stupenda del tramonto serale sul mare.

 

Oggi, domenica, il team HHPP si è concesso una giornata di “meritato” riposo dopo l’intensa attività umanitaria e sanitaria effettuata in questi giorni . La mattinata è iniziata con la presenza nei nostri tavoli delle colazioni , di Clarita, la bambina ospite del Centro Stella Maria che già avete conosciuto in questi giorni, e che vive con delle protesi in ferro alle due gambe dopo l’intervento chirurgico per la deformazione a sciabola delle due tibie effettuato alcuni mesi orsono. Mirela e la Drssa Naika non ci hanno accompagnato nella nostra scampagnata al mare di oggi ma sono rimaste a fare compagnia alla piccola ed HHPP, con la piena disponibilità di Monsieur Eric, il gestore della Ville Blanche di Ambondrona a Nosy Be , dove siamo alloggiati, ha invitato Sr Anna e tutti i bambini del centro a pranzo al posto nostro. Le nostre due volontarie ci hanno raccontato la gioia espressa dai bambini durante questa giornata di festa, ed è stata anche l’occasione per vedere come Clarita se la cava bene a muoversi nell’acqua della piscina. Appena visto ciò al Dr George , condividendo il progetto con il Pediatra Dr Fabio, è venuto subito in mente l’opportunità di fare effettuare alla piccola un intenso allenamento nella piscina di questa struttura, allo scopo di potenziare la sua muscolatura degli arti inferiori e di tutto il corpo in generale. Abbiamo chiesto a Monsieur Eric se ciò era possibile ed a quanto poteva ammontare la cifra che HHPP avrebbe dovuto pagare per far effettuare questa fisioterapia in acqua a Clarita. Il gestore di Ville Blanche si è prontamente detto disponibile favorevolmente a questo progetto, che non avrebbe chiesto nessun compenso per questa disponibilità e che chiedeva solo la certezza di un fidato accompagnatore durante la presenza della piccola. Lo abbiamo calorosamente ringraziato per questa sua partecipazione umanitaria al nostro progetto e domani chiederemo a Sr Anna la fattibilità dell’intervento. La giornata per i volontari “vacanzieri” è trascorsa serenamente godendosi lo splendido sole e la lussureggiante natura dell’isola. Al ritorno, dopo aver concordato il progetto di cui sopra, abbiamo preparato l’occorrente per le visite di domani all’ultimo villaggio di questa seconda missione in Madagascar. Felici della possibilità di realizzare questo progetto riabilitativo per Clarita, andiamo a letto in attesa dell’ultima giornata di lavoro. Il cielo è sempre più stracolmo di stelle splendenti che illuminano il nostro sogno umanitario: buona notte Italia.

 

Alzati di buon‘ora come ogni mattina, i volontari di HHPP si accingono ad iniziare l’ultimo giorno della loro 2° missione in Madagascar ignari di ciò che la giornata riservava per loro. Il villaggio di oggi, Ambatusavavy, a circa un’ora e mezzo di pickup dalla nostra residenza, ci ha accolto con una struttura scolastica di tutto rispetto ed una moltitudine di piccoli studenti accompagnati da genitori e fratelli. Se vi raccontiamo che al termine della nostra galoppata sanitaria abbiamo contato la bellezza di 229 pazienti immaginatevi cosa è successo all’interno dell’aula scolastica adibita ad ambulatorio e farmacia. È stato un susseguirsi incessante di persone più o meno malate, ma tutte bisognose di un aiuto e sicuramente molto felici di essere state considerate come essere umani almeno per un giorno della loro vita. Di casi molto rilevanti fortunatamente, escluso un bambino di 10 anni di età affetto da una sospetta epatite acuta, non sono stati riscontrati, ma oggi quello che ci ha colpito di più è stata la estrema variabilità dell’età anagrafica dei soggetti, spaziando da pochi mesi di vita fino ad una signora di 110 anni. Le foto spiegheranno meglio di ogni parola l’assembramento umano che abbiamo visto. Ovviamente, oltre alla parte sanitaria, non dimentichiamo l’essenziale ruolo di Mirela che da sola ha dovuto contenere l’entusiasmo dirompente di tutti coloro che si aspettavano un regalo. Ringraziamo in questa occasione le sue amiche per i tanti vestiti donati che ci hanno permesso di soddisfare tante richieste. Terminata la mattinata , dopo i ringraziamenti ufficiali del capo villaggio e quelli affettuosi degli occhioni di tutti i bambini, abbiamo ripreso i nostri pickup per tornare ad Ambondrona. Qui abbiamo avuto una bruttissima sorpresa; un codice rosso bello e buono ed esattamente una piccola di 7 mesi di età, figlia del guardiano della struttura che ci ospita, affetta da una gravissima difficoltà respiratoria con febbre molto alta. La situazione è stata prontamente presa in carico dal nostro Pediatra Dr Fabio, che ha posto in essere una immediata cura per la piccina, ed in seguito, coadiuvato dal Dr George, si è recato presso un locale Ospedale Italiano dove ha potuto utilizzare un ecografo per fare la diagnosi più accurata di una polmonite bilaterale. La cura prescritta ha fortunatamente avuto effetto positivo con un notevole miglioramento dei sintomi. Un momento sanitario molto critico che ha messo a dura prova l’equilibrio dei professionisti chiamati in causa. Però, siccome è bene tutto quello che finisce bene, domani ci auguriamo che nella nottata ci sia stato un ulteriore miglioramento e che le cure intraprese avranno esito sempre più positivo. D’altronde … domani è un altro giorno e si vedrà.

 

Stamani, giorno di partenza per il ritorno in Italia, le sveglie dei volontari HHPP sono squillate ancora in anticipo perché l’orario della colazione del mattino era stato fissato ieri sera alle ore 6.45 per partire con le nostre valigie al seguito alle 7.15 essendo la partenza dell’aereo fissata alle 9.35. Tutti presenti, anche in anticipo, per assaporare l’ultima brezza del mattino sulla spiaggia di Ambondrona , luogo della nostra residenza. Speravamo di rivedere, prima di partire, la piccola di ieri sera con la polmonite bilaterale, per verificare il suo stato di salute, ma purtroppo fino alla nostra partenza per l’aeroporto non si era visto ancora nessuno. Le nostre due amiche e volontarie, le infermiere Nicoletta e Novella, che sono rimaste a Nosy Be per un’altra settimana, ci riferiranno l’andamento della malattia della piccola e noi, approfittando di questo diario non le lasceremo sole, ma lo prolungheremo perché, conoscendole, non si esimeranno di continuare il lavoro del gruppo, assistendo la piccina e attivandosi per altre opere di sostegno per persone bisognose che incontreranno, sempre sostenute da tutti noi cioè da HHPP. Salutate affettuosamente le nostre amiche, ringraziato per la disponibilità il gestore Eric del nostro residence Ville Blanche, caricate tutte le valigie sui 2 pickup up da trasferimento, ci siamo incamminati per il luogo della partenza; vero è che con noi mancavano Nicoletta e Novella, ma al loro posto avevamo due statue in legno alte un metro e mezzo e pesanti oltre 18 kg che occupavano lo spazio delle due volontarie, ma ci davano molta più preoccupazione per la possibilità di imbarcarle per l’Italia. Dopo circa un’ora siamo arrivati all’aeroporto ed abbiamo iniziato le solite pratiche del controllo passaporti, controllo biglietti aerei e chekin dei bagagli. Questo scoglio è stato superato in un soffio senza colpo ferire e senza difficoltà legata alle “bois“ malgascie. Il bello è accaduto quando stavamo per entrare al box dell’immigrazione; un funzionario dell’aeroporto ha chiamato da parte il Dr George e lo ha invitato a seguirlo in un ufficio. Fortunatamente Roberto, che non ci ha lasciati un momento fino alla partenza, lo ha seguito anche lui nell’ufficio. Qui il funzionario ha spiegato che aveva visto le due statue in legno e ci ha chiesto la fattura di acquisto. Noi, che avevamo concordato durante il tragitto cosa dire, abbiamo sostenuto con fermezza che ci erano state regalate da Alì, il Sindaco di Nosy Be, come ringraziamento per la nostra attività nei villaggi. Il funzionario ci ha creduto il giusto e solo quando Roberto ha detto che aveva il numero di telefono del Sindaco che poteva confermare le nostre affermazioni, dopo una veloce concertazione per far confermare al Sindaco quello che non corrispondeva alla realtà, mentre il Dr George distraeva il funzionario facendogli un po’ di cronistoria sulla nostra attività in questa settimana di missione a Nosy Be, nel momento in cui l’apparecchio telefonico è arrivato nelle mai del funzionario doganale, questi ha sentito dalla viva voce di Monsieur Alì, il Sindaco di Nosy Be la conferma di quanto da noi detto prima. A questo punto non ha potuto che prendere atto delle affermazioni del suo superiore e lasciarci andare con un bel sorriso. Usciti molto soddisfatti del risultato raggiunto, il Dr George e Roberto si sono scambiati un complice sguardo di compiacimento per l’obiettivo raggiunto. E mentre prendiamo posto nei nostri seggiolini sull’aereo che ci riporterà in Italia, la nostra mente è sicuramente affollata da mille vividi ricordi che ci accompagneranno per molto molto tempo, perché fare del bene fa molto bene più a chi lo elargisce di chi lo riceve. A presto Italia!

 

Questa mattina alle 6:40 si è presentata presso la struttura che ci ospita Mimá (la bimba alla quale il pediatra Dott. Fabio aveva diagnosticato una splenomegalia e soffio cardiaco, eravamo d’accordo per portarla in ospedale per accertamenti. Alle 7 è arrivata la lattante con distress respiratorio per effettuare la terapia antibiotica e con cortisone, la tecnologia ci è venuta in soccorso perché le abbiamo fatto un video ed inviato per consulto al pediatra Fabio in Italia… All’arrivo di Roberto siamo partiti per l’ospedale dove sono scese Nicoletta la bimba Mimá e la madre mentre Novella proseguiva verso il villaggio di Ambatatosavay con il supporto dell’interprete Evelina per prendere il bimbo Abdul con epatomegalia e portare anche lui in ospedale. A Mimá sono stati fatti prelievi ematici ed ecografia dell’addome e fatta diagnosi di malaria con prescrizione di farmaci. Anche ad Abdul sono stati fatti prelievo ed ecografia addominale ma per fortuna a lui sono stati diagnosticati calcoli renali e vermi. In ospedale abbiamo parlato al personale della lattante e ci hanno indicato la possibilità come indicato da Fabio dall’Italia di ossigeno terapia ad alti flussi in regime di ricovero. Acquistati i farmaci li abbiamo consegnati ai bimbi spiegando ai genitori il loro dosaggio. Grazie a Roberto ed Evelina abbiamo scoperto che la madre di Mima’ ha 7 figli ed è stata abbandonata dal marito ….Senza nessun sostentamento. .. La madre x poter dare loro del cibo va tutti i giorni a spaccare le pietre x 0.75 centesimi al di. tranne che negli ultimi giorni, in quanto senza forze… Non hanno cibo ne appoggi da nessuno in quanto vengono dalla Grande terra. Quindi abbiamo acquistato 50 kg di riso 6 kg di fagioli un casco di banane e un sacchetto di carote e pomodori cipolle per un valore di 156000 ariary (€ 47 circa cioè niente!). Ci siamo detti più volte in queste sere che siamo solo gocce nel mare…ma a volte le gocce lasciano traccia in chi le tocca…

 

Questa mattina di buon’ora Suor Josephine ha contattato Nicoletta e Novella dicendo che sarebbe andata da loro più tardi perché doveva partecipare alla Santa Messa e alla Preghiere della sua Comunità in occasione della ricorrenza dell’Ascensione. Visto che le nostre volontarie erano già sveglie ne hanno approfittato per una piacevole passeggiata sulla spiaggia che a quell’ora del mattino emana profumi inimmaginabili. Sopraggiunto l’orario stabilito, si sono fatte trovare sulla strada principale dove hanno incontrato la Suora ed il tuc tuc che li ha portati tutti all’ ospedale per essere aggiornati sulle condizioni della piccola Zakia la bambina affetta dal grave distress respiratorio. Una volta giunti in ospedale un infermiere le ha accompagnate dalla piccola che hanno trovato fortunatamente migliorata in senso generale anche se ancora febbricitante a 38,2 C La piccina (7 mesi) aveva in corso una flebo con glucosio e vitamine; hanno parlato con il Dott. Hubert (il Medico Malgascio responsabile della struttura) che ha detto loro che la bimba era migliorata, i parametri vitali erano buoni e che la febbre si è abbassata. Il Dott Hubert ha detto che la piccola è affetta da una severa forma di bronco-alveolite, che domattina le faranno ulteriori esami ematici per valutare i valori dei globuli bianchi, una visita di controllo, dopo di che probabilmente verrà dimessa con le cure da fare a domicilio. La mamma pare che non abbia più molto latte, per cui la nostra Suor Josephine le ha dato preziose indicazioni per effettuare lo svezzamento con del latte di Zebu’. Domani le nostre volontarie provvederanno a consegnarle un altro biberon. Questa mattina hanno fornito alla piccola un ciuccio, dapprima osservato e studiato con sospetto ed in seguito, ma non immediatamente, molto apprezzato. Uscite dall’ospedale Nicoletta e Novella si sono dirette verso la Scuola del Cocotier (luogo dove quotidianamente Suor Josephine svolge la sua missione religiosa). Lungo il percorso si sono fermate a far visita a Mima’ e alla sua famiglia; hanno trovato tutti che stavano preparando il pranzo con le cose portate ieri. Le volontarie volevano sapere come si sentiva Mima’ e se avesse assunto correttamente la terapia. Suor Josephine ci ha confermato che aveva assunto tutti i farmaci e che la bimba si sentiva bene. Ripartenza alla volta dell’orfanotrofio del Cocotier gestito dalle suore del Sacro Cuore dove ci aspettano le 9 bimbe orfane. Suor Josephine ci ha fatto visitare la struttura e poi ci siamo messe a giocare con le bimbe e le bolle di sapone hanno creato stupore e gioia spontanea. Alle 15 rientro presso la struttura che ospita i volontari italiani perché alle 16 avevano appuntamento con Roberto per andare al Centro Stella Maria dai bimbi dal piede torto per consegnare loro il videoproiettore comprato per loro in Italia da HHPP e vedere con loro un cartone animato purtroppo in lingua italiana, ma che sicuramente li farà felici. All’arrivo i bambini erano tutti seduti e stavano giocando con dei francesi che erano appena arrivati a Nosy Be per un progetto molto importante a livello scolastico: sono gemellati con una Istituto Scolastico di San Donà di Piave e sono qua per seguire i lavori di istallazione di pannelli solari per un’aula di informatica in una scuola sulla Grande Terra (come qua viene chiamato il Madagascar). Con il solito tramonto africano mozzafiato sulla spiaggia di Ambondrona, con il cuore un po’ rincuorato dalle migliorate condizioni cliniche di Zakia e colmo di gioia per la felicità dei bambini dal piede torto che ridono a squarciagola guardando il film animato con il sonoro, Nicoletta e Novella vanno a letto stanche ma felici per questa nuova intensa giornata umanitaria vissuta a Nosy Be. Quanto bene fà far del bene!

 

Oggi le nostre mitiche infermiere Nicoletta e Novella, visto che erano rimaste una settimana in più a Nosy Be per riposarsi e fare una breve vacanza insieme, si sono giustamente concesse una giornata di relax andando a fare una escursione in quel parco naturalistico acquatico che nel 2016 era stata la meta del riposo domenicale di HHPP. Per tale ragione è stato Roberto di prima mattina a recarsi in Ospedale per verificare le condizioni cliniche della piccola Zakya. In effetti la bimba , ricordiamo di soli 7 mesi, è stata dimessa solo nel primo pomeriggio, perché in mattinata è stata sottoposta ad ulteriori accertamenti. Questo intermezzo è stato utile a Roberto per andare a cercare in una farmacia locale l’antibiotico che sarà necessario per continuare le cure nei giorni seguenti. Non è stato facile per lui trovare il mitico Augmentin versione pediatrica, ma la sua proverbiale caparbietà è stata premiata. Come accennato solo nel primo pomeriggio è avvenuta la dimissione; Roberto con il suo pickup ha accompagnato la piccola e la madre alla loro misera casa e non ha potuto fare a meno di constatare , nonostante il lavoro del padre, la condizione di estrema povertà in cui versa anche questa famiglia. A sera inoltra la bambina è stata accompagnata dai suoi al lodge dove sono ospitate le infermiere , e Zakya , purtroppo, aveva ancora la febbre . Subito le è stata somministrata la tachipirina in sciroppo; il respiro è un po’ migliorato ma la piccola non riesce ancora a piangere , anche se riesce a tossire. In teleconferenza con Chianni (residenza del nostro mitico pediatra Dr Fabio) è stato deciso, grazie ai suoi preziosi consigli, di modificare in modo più completo la terapia della bimba. Le infermiere hanno somministrato l’Augmentin sciroppo e domani verrà fatta una nuova rivalutazione dei farmaci in base alle condizioni cliniche. Oltre ai farmaci ed alle indicazioni terapeutiche, sono stati regalati alla mamma dei vestitini per la piccola di 7 mesi e dei bavaglini. Alla sorellina , Novella ha regalato una palla che ha avuto un festoso apprezzamento. Quanto poco ci vuole per riuscire a far sorridere chi non ha e non si aspetta niente dalla vita. Per fortuna che in mondo così egoista ci sono i volontari di HHPP che con generosità portano un raggio di sole umanitario a chi non ha niente se non la povertà.

 

Questa mattina dopo la colazione è arrivata la piccola Zakya con la mamma per la terapia quotidiana somministrata dalle nostre due fantastiche infermiere Nicoletta e Novella : Come prima terapia gli spray di ventolin per poi passare al cortisonico, all’antibiotico per bocca ed infine all’antibiotico intramuscolare. Farle prendere l’augmentin non è stato semplice … lo ha sputato e dopo per il disgusto rifiutava anche il latte della mamma. Ormai, e dobbiamo comprendere la psicologia della piccola, associa la figura delle infermiere a cose negative e quando le vede inizia a fare il broncio e piagnucolare. Il respiro è un pochino migliorato, la febbre non è presente, ma continua ad avere una frequenza respiratoria preoccupante. La mamma la aveva vestita con gli abitini regalati da noi completa di calzine e bavaglio…davvero bella!! Terminata la somministrazione dei farmaci a Zakya e constatate le migliorate condizioni generali, le volontarie sono andate a prendere Clarita all’istituto Stella Maria per farle fare un po’ di esercizi in acqua. Clarita ha preso il costumino ed è venuta con noi e Teo ( il volontario malgascio della struttura) in piscina per fare un po’ di esercizi per le gambine, visto che dopo l’intervento chirurgico bilaterale agli arti inferiori indossa delle protesi che sorreggono gli arti e bloccano l’articolazione del ginocchio. Clarita è scesa in acqua con Nicoletta mentre Novella era intenta a fare le foto. Con grande sorpresa la bimba si è messa a nuotare anche nell’acqua alta in modo non coordinato ma efficace mettendo anche la testa sott’acqua… sorprendendo tutti esibendosi anche in tuffi da bordo piscina.. Si è divertita a fare avanti indietro nell’acqua anche assieme ad altri bimbi fino all’orario concordato per il pranzo. Per il pranzo è stata riaccompagnata all’istituto dove era attesa da tutti i compagni. Nel primo pomeriggio le volontarie si sono recate all’abitazione di Mimá ma con loro grande sorpresa la casa era chiusa e non hanno trovato nessuno. Domattina ripasseranno per escludere che non sia successo niente di importante. In una realtà di vita così precaria vissuta da queste popolazioni, purtroppo anche il più piccolo imprevisto può diventare un serio problema, ed ecco che domani le ragazze di HHPP sarà ancora più disponibili per aiutare chiunque abbia bisogno di loro. Siete grandi fantastiche Nicoletta e Novella.

 

Come ogni mattina ormai da giorni, con grande puntualità , circa alle 7,30, è arrivata Zakya a fare la terapia accompagnata dalla mamma e con la sorellina al seguito. La mamma ci ha detto che la piccola si alimenta con latte di zebu’ e questa notte, non avendo la febbre e respirando in modo più regolare anche se con una frequenza elevata, ha fatto un sonno tranquillo e regolare (tutti segnali positivi). Appena si è resa conto della presenza di Nicoletta ha inizia a piangere ( triste destino per un’infermiera che si impegna così tanto, ma la piccina non ha tutti i torti …ogni volta antibiotico intramuscolo !!!). Le nostre Infermiere hanno somministrato augmentin sciroppo con non poche difficoltà perché la “furbetta” lo tiene in bocca e poi lo sputa, il cortisone, i puff di ventolin e sul finale il rocefin intramuscolo!!! Alla sorellina è stato dato del pane e dei giochi (qua i bimbi sono davvero buoni e molto ubbidienti). Terminata la terapia a Zakya e dopo aver fatto colazione , le due volontarie HHPP sono andate dai bambini del Centro Stella Maria , portando loro i DVD di cartoni animati portati dall’Italia. Sono letteralmente impazziti di gioia quando hanno visto Tarzan. La felicità dei piccoli è stata talmente coinvolgente che Nicoletta e Novella sono rimaste con loro fino all’ora di pranzo , giocando e festeggiando insieme la domenica ; le bambine hanno fatto bella mostra delle elaborate acconciature che si erano fatte tra di loro il giorno precedente. Centinaia di scatti fotografici in tutte le pose e le piccole si sono molto divertite a vedere le foto fatte. In seguito hanno iniziato anche loro a fare foto mettendosi nelle pose più strane come delle vere dive di Hollywood. Nel pomeriggio Teo (un ragazzo del Burkina Faso, Focolarino, che è ospite dalle Suore del centro e sta imparando da un fisioterapista a fare i massaggi ai bambini) li ha portati tutti (nonostante la bonaria contrarietà di Suor Anne) a fare il bagno in mare facendoli letteralmente esplodere dalla felicità. Oggi sia di prima mattina che dopo il tramonto le nostre amiche siamo passate a far visita a Mimá ma non hanno trovato nessuno in casa… tutto chiuso. Un vicino di casa ha detto loro che la bambina con la mamma e le sorelle sono andati a trovare dei parenti in un villaggio vicino e dovrebbero rientrare domattina. Anche questa giornata è terminata e per le nostre volontarie si avvicina il momento della partenza per il ritorno in Italia ; nei loro cuori , secondo voi , cosa avrà il sopravvento ? Il desiderio del ritorno a casa per riabbracciare i propri cari e riprendere il lavoro o la struggente nostalgia di passare ancora insieme a questi bambini dei momenti di vera felicità? Credo il premio per questa risposta sia veramente molto basso perché la risposta mi sembra più che ovvia. Buonanotte Italia.

 

Le nostre volontarie Nicoletta e Novella sono giunte al loro ultimo giorno a Nosy Be… La mattina come al solito è partita con l’arrivo di Zakya al lodge di Monsieur Eric per il consueto rito della terapia. Hanno trovato la piccola migliorata : la frequenza respiratoria è sempre un po’ elevata ma diminuita rispetto ai giorni scorsi. Somministrazione dei puff di ventolin, cortisone, antibiotico e vitamine nel biberon diluito in poco latte. Poi praticata la penultima iniezione di rocefin intramuscolo; la piccola si oppone sempre di più e cerca di liberarsi dalla presa efficace di Novella (anche questo è un segnale positivo). La mamma ha detto che si alimenta con latte di zebu’ e dorme per quasi tutta la notte. Terminata la terapia e … due coccole, saluti alla madre ed alla piccola e appuntamento per domattina molto presto visto che alle 6:30 è programmata la partenza per l’aeroporto. Dopo aver fatto colazione le Infermiere hanno preso un taxi alla volta di Cocotier, in compagnia di Teo, per consegnare i farmaci pediatrici lasciati dal Dr George e destinati a Suor Josephine la quale, oltre ad essere una Suora meravigliosa, abbiamo scoperto che è anche una infermiera. Le abbiamo lasciato le due scatole preparate con allegato un elenco dei farmaci e loro principio attivo e materiale per medicazioni. Saluti di rito e prosecuzione col taxi fino ad Hell Ville dove Nicoletta e Novella avevamo appuntamento con Roberto che le avrebbe accompagnate all’Ospedale pubblico della città. Sono arrivate un po’ in anticipo e ne hanno approfittato per fare un giro nel mercato centrale della città dove si possono ammirare montagne di frutta e verdura disposta in modo perfetto. Con Teo si sono recate ad un negozio di stoffe dove hanno acquistato delle tovaglie cerate e colorate da regalare a Suor Josephine per i tavoli della sala da pranzo per le bimbe orfane. All’arrivo di Roberto tutti a visitare l’ospedale pubblico di Hell Ville: sconcertanti le condizioni igieniche e lo stato degli arredi della struttura. Sono immagini difficili da rimuovere dagli occhi e dalla mente soprattutto il reparto (definiamolo tale) di pediatria che di degno di tal nome ha solo i disegni alle pareti. Qua sono state consegnate garze, materiale per medicazione, cerotti ecc. Al rientro in centro città saluto ad Evelina, la nostra preziosa interprete durante tutte le visite ai villaggi e poi con Roberto e Teo tutti di ritorno da Suor Josephine per consegnare le tovaglie e poi di nuovo al lodge che ha ospitato i volontari H.H.P.P. in questa missione. Le nostre fantastiche infermiere ringraziamo di cuore Roberto per la collaborazione ed il prezioso aiuto in questi giorni per loro in “solitaria”. Sono state poi a salutare i bambini dal piede torto che le hanno travolte con la loro ondata di entusiasmo ed allegria; sono rimaste a giocare con loro e quando sono andate via, le hanno salutate con canzoni di arrivederci e consegnato un regalo per tutta l’Associazione HHPP. Si sono recate infine, quando ormai era già buio, a far visita a Mimá che purtroppo è apparsa molto sofferente con febbre molto alta. Domattina torneranno prima di partire per l’aeroporto a farle visita, insieme a Teo che può tradurre in malgascio perché capirsi è davvero impossibile; vogliono accertarsi che prenda regolarmente la terapia e le vitamine e che cerchi di alimentarsi e idratarsi in modo adeguato per limitare i danni e i sintomi di questa grave malattia. Queste settimane sono state davvero dense di emozioni travolgenti che crediamo abbiano contribuito ad arricchire ognuno di noi. Stasera , l’ultima sera a Nosy Be per quest’anno anche per le “solitarie” Nicoletta e Novella, al momento di andare a letto, quanti ricordi passeranno per la loro mente e quante emozioni si alterneranno nei loro cuori; emozioni e sentimenti molto forti, a volte molto duri ed anche dolorosi, ma con nell’animo sempre la consapevolezza di aver portato a termine in questa settimana con abnegazione ed amore quello splendido lavoro umanitario condiviso che ha caratterizzato questa seconda missione a Nosy Be di H.H.P.P. nel 2017.

 

BEATRICE – Si torna a casa. Mi sembra tanto lontana la mia casa, tanto mi sono immersa nella realtà di quello che ho visto. Ho voluto seguire Dr George, mio marito un po’ per farlo contento e un po’ per uscire dal caos di responsabilità, a volte non richieste, della mia vita lavorativa. Grazie Giorgio, grazie amore mio per averlo fatto ! Torno a casa con tante, tantissime emozioni che ancora devo, come si dice “decantare”. A caldo però dico solo che è vero che riceviamo molto di più di quello che diamo ! Il gruppo di lavoro è stato all’altezza di tutto e per tutto. Abbiamo condiviso davvero quello che vedevamo e sentivamo. Le Infermiere, Corinna Nicoletta e Novella, donne davvero speciali, che non si sono mai tirate indietro a nulla e a nessuno, davvero uniche come professioniste e come donne, che solo a ripensarci mi commuovo. La Drssa Naika, credo alla sua prima esperienza di missione umanitaria, dolcissima e a volte timorosa, ma sempre presente. Mirela e Michele volontari, tenerissimi e protettivi con tutti, soprattutto con bambini. Il Dr Fabio, grande medico con un grande cuore e con la battuta sempre pronta per sdrammatizzare i momenti di scoramento che ci sono stati. Grazie a tutti, per aver dato tutti di voi stessi con tanto cuore e tanta umiltà. Un grazie speciale da parte mia va all’amico Roberto che a Nosy Be fatto tanto per noi per la realizzazione di questa missione ne continuerà a farlo per portare va compimento gli obbiettivi che l’Associazione H.H.P.P. si è prefissata in terra Malgascia. Non scrivo di Giorgio, per ovvii motivi, ma a lui va tutto il mio amore e la mia stima per quello che è.

CORINNA – La mia seconda missione. Se in Brasile ho avuto qualche timore data la mia inesperienza, in questa missione umanitaria e sanitaria ho avuto un approccio più sicuro e sono partita con una grande curiosità. Conosco ormai bene le caratteristiche del meraviglioso Presidente Dr George e questo mi ha dato la serenità per affrontare la mia seconda esperienza. La parte povera, molto povera del Madagascar che abbiamo visitato, mi ha colpita, emozionata, lasciata senza parole. Immagini forti che rimangono scolpite nella mente e nel cuore. Ogni villaggio che abbiamo visitato ha avuto un unico denominatore : il sorriso stampato di felicità sulla bocca dei grandi e di moltissimi piccoli. E per finire ringrazio i miei meravigliosi compagni di avventura che, ognuno per le loro caratteristiche, hanno reso questa missione SPECIALE.

FABIO – È seconda missione che faccio con H.H.P.P. quindi sapevo più o meno cosa dovevamo fare nel paese di accoglienza. Devo dire che sono stato colpito e meravigliato dalla accoglienza che abbiamo avuto quando siamo andati nei villaggi a visitare i bambini e le persone adulte che ne avevano bisogne (TUTTE). Sono rimasto sorpreso dalla facilità con cui siamo diventati subito amici con gli altri componenti della missione, come se ci conoscessimo da una vita. Questo ci ha facilitati nel nostro lavoro sanitario, siamo stati un team perfetto come se fossimo stati addestrati a fare ciò e in questo modo. Non c’è bisogno di fare una classifica fra di noi volontari. In una scala da 1 a 10 dico 10 perché sono (persone) amici veramente al top che meglio non potevo trovare, ognuna con la sua professionalità al servizio della popolazione del Madagascar ma anche verso noi stessi ; mi hanno misurato la pressione arteriosa come delle crocerossine e ciò mi ha fatto capire ancore di più che bisogna avere fiducia del prossimo. Ho avuto grossi problemi con la segreteria telefonica e Michele ha subito telefonato ad un suo amico collega in Sardegna per fare un esposta alla Tim; potrei menzionare ancora tanti casi, ma mi ci vorrebbe un libro. Comunque i sentimenti, le emozioni che provo verso questi amici rimarranno sempre nel mio cuore per tutta la vita. Grazie Dr George, Beatrice, Michele, Novella, Nicoletta, Mirela, Corinna, Naika e Roberto per quello che mi avete dato . Il mondo non è poi così egoista; fortunatamente, e meno male, ci sono persone come voi! Ora smetto di scrivere altrimenti mi emoziono.

MICHELE – Che dire, Madagascar la seconda. Certo la prima volta non si scorda mai, ma l’emozione di immergersi nella realtà del Madagascar è sempre intensa, e al ritorno non si è mai la stessa persona. In questo mare di necessità di ogni genere non si sono certo risolti i problemi del mondo ma a questo punto sono arrivato ad una certezza: IL POCO è MEGLIO DEL NIENTE. E nessuno potrà mai considerare poco, se la bimba di sette mesi con una bruttissima infezione polmonare si salverà o se l’altra bimba, reduce dalle operazioni alle gambe riprenderà a camminare e a sorridere, e così via. È proprio quel poco che per noi diventa immenso. E non dico salvare una vita – che per certo è impagabile – ma anche solo alleviare alcune di queste infinite sofferenze è una vera soddisfazione. Perché non ho fatto il medico! Per fortuna lo farà mia figlia, con il mio massimo orgoglio. Quanto ai singoli villaggi vi posso rimandare alle considerazioni espresse nei commenti alla 43° missione del 2016, rispetto all’anno scorso debbo segnalare in particolar modo dei significativi miglioramenti nel villaggio dove HHPP ha costruito ex novo una scuola lì dove prima non c’era niente, e per niente intendo niente, né acqua, ne energia elettrica, nulla in assoluto, invece ora è un villaggio pulito, dotato di tavoli e sedie per le visite mediche e per le registrazioni dei pazienti; infatti, gli unici appoggi disponibili l’anno scorso erano delle semplici tavole consumate dall’uso, che i locali chiamavano panche, dove i sanitari hanno potuto operare in condizioni di fortuna. Sembra ovvio, ma passare ad un tavolo, quando prima avevi solo un panca, in termini assoluti, è un salto di qualità incommensurabile. L’ultimo villaggio visitato – il più numeroso, era invece il più strutturato, a mio parere grazie alla presenza di una scuola seria, composta da diverse classi. È incredibile come il circolo virtuoso che inizia dalla scuola, passa dall’educazione sanitaria, porta ad una società più sana e consapevole.
Passiamo ora a NOI. Giorgio: Equilibrio, Ponderazione, Efficacia. Corinna: che bella persona. Novella: professionalità e sensibilità insieme, un mix raro. Fabio: un treno, che piacere vedere un medico che non si risparmia e che battute da simpatico toscanaccio. Nicoletta: che umanità, forza, trova il sole che è dentro di te. Mirela: che passione per i bambini e che dedizione nel regalare loro momenti di felicità Naika: che testa, ed il tutto in un fiore di ragazza. Beatrice: ci voleva. Per noi e per Giorgio, e che amore, dopo tanti anni. Alla registrazione una macchina da guerra. Michele: sì anche Michele, perché alla fine in una missione umanitaria, anche se non sei medico o infermiere, ciò che non fa male è sempre un grande aiuto. Evvai. Un abbraccio fraterno a tutti.

 

MIRELA – La seconda missione in Madagascar si è conclusa ed io ho “mal d’Africa” di già. Per me è stato tutto amplificato perché conoscevo già i bambini, i villaggi, la natura, il cielo stellato e ritrovare tutto ciò è stato emozionante . Questa volta siamo stati meno giorni però sono bastati per creare tra di noi un ‘intesa molto forte e tanta complicità. Tutto quello che viene fatto – dalle cure mediche ai semplici giochi con i bambini porta un beneficio a loro e arricchisce interiormente noi . Ringrazio ancora dottor Giorgio per queste meravigliose esperienze e abbraccio uno per uno tutti i compagni di viaggio- il super trio: Corrina, Nicoletta e Novella, la gentile e pacata Naika, la simpaticissima Bea, il bravissimo Fabio ed il grande Michele compresa l’amorevole suor Josephine.

 

NAIKA – Mi piace pensare che si fa esperienze solo quando ci sentiamo modificati dall’altro, quando tornare indietro non è più possibile e si deve rischiare una certa quota di confusione per sentire che ci siamo messi in gioco, personalmente e professionalmente. Il viaggio implica per me necessariamente un prima e un dopo, dove il ritorno alle origini immodificati non è più possibile e grazie a questa missione a Nosy Be posso dire di aver potuto esperire a pieno un “dopo” che ha un sapore del tutto particolare e rappresenta un momento significativo di riflessione su me stessa. Non potrò fare a meno d’ora in poi di considerare tutto quello che questo viaggio porta con se nella mia vita e pertanto mi sento di dover prima di tutto ringraziare il Dr. George che mi ha dato la possibilità di poter affacciarmi a piccoli passi a un nuovo modo di concepire il mio lavoro con un’esperienza che avrei voluto realizzare da lungo tempo, dando linfa vitale a una piccola creatura abbozzata che fino ad ora era solo nella mia testa e che mi auguro possa diventare sempre più chiara e reale. Rimettermi in gioco come medico generico e recuperare un ruolo diverso da quello che rivesto solitamente come psichiatra è stata una vera sfida e non avrei potuto farlo senza i preziosi consigli del Dott. Fabio sempre coloriti da uno sfondo di umorismo che ci ha sollevato dalla consapevolezza delle pesantezza delle limitate risorse sanitarie del posto. Potrei raccontare ininterrottamente di tutti gli sguardi pieni di dignità dei pazienti che mi sono trovata di fronte, dell’enorme rispetto con cui chiedevano aiuto, mai pretenzioso e carico di riconoscimento ma preferisco ricordare solo quello che una persona del posto mi ha detto di ritorno dalle visite della mattina a un villaggio recondito: “vi ringrazio per quello che state facendo, non è da tutti toccare COSÌ quei bambini sporchi e malati”. È una cosa su cui non avevo riflettuto, dandolo quasi per scontato perchè fa parte del mio e del nostro lavoro ma vorrei ripeterlo anch’io a uno a uno a tutti i miei compagni di viaggio non per autocelebrazione ma perchè è quel “contatto” con le persone del posto, immediato, preverbale e senza filtri che ci ha alimentati in un’ impresa comune, seppur brevissima e che mi auguro mi porti a ripetere un’esperienza simile. Oltre ai già citati colleghi, tutte le altre persone che hanno partecipato mi hanno offerto possibilità nuove e confrontato allo stesso tempo con i miei limiti. Di Corinna mi porteró dietro la mitezza e la capacità di riuscire a conciliare con armonia qualsiasi cosa, persino l’acqua e il fuoco. Michele ha rappresentato per me un pó l’inconscio collettivo del gruppo, stimolando in noi una consapevolezza nuova a tratti provocatoria proprio per la sua potenza. Novella invece la rappresenterei come coscienza morale del gruppo, il cui volto esprimeva sempre mille parole anche nel silenzio e che ci riportava sempre sul nostro obiettivo primario. Nicoletta ai miei occhi è stata determinazione, tenacia e affidabilità tinta di solarità. La dolce Mirela, una piccola Alice in Wonderland, sempre pronta a farsi stupire e a farci guardare il mondo con gli occhi entusiasti e benevoli di una bambina. Infine Beatrice che descriverei “un pezzo di Italia” all’estero, che ci richiamava alla nostra amata terra, sempre preoccupata maternamente del nostro benessere. Se le parole non sono sufficienti, vorrei affidare a questa poesia di un poeta afghano il ruolo di trasmettere ciò che l’incontro con il popolo malgascio è stato per me: …non giudeo sono, nè Cristiano, nè son ghebro o musulmano! Né orientale, né occidentale, nè terreste, nè marino. Né impastato son di terra, né venuto son dal cielo! Non di Terra, né di Acqua, né di Vento, non di Fuoco. Non son re, nè mendicante. Non son fatto di sostanza o forma. Non sono di questo mondo nemmeno del prossimo, né del Cielo nè dell’Inferno. Non di Adamo, nè di Eva, e non vivo in eterni giardini! Il mio luogo è un non luogo, Le mie orme non lasciano traccia. Il mio luogo è un non luogo, le mie orme non lasciano traccia. Nulla mi appartiene nè il corpo, nè l’anima. Tutto appartiene al cuore del mio Amato.

 

NICOLETTA – “Saggio egoismo” vorrei prendere in prestito questa frase da un libro che ho letto di recente e mentre ero in Madagascar. Questa frase sta infatti a significare che quanto più spostiamo il focus dell’attenzione da noi stessi agli altri ci sentiamo felici. La felicità scaturisce dalla meravigliosa sensazione di aver fatto felice o aver fatto un piccolo gesto per alleviare o risolvere la sofferenza di qualcuno che in quel momento ne ha bisogno. Vorrei descrivere la mia esperienza in missione in Madagascar proprio con questo concetto. Il riuscire a sentirsi utili per qualcuno ripaga di molti sacrifici e fa apprezzare ci fa riappropriare dell’essenza delle cose. Quando sono partita ero stanca e infelice di molti aspetti della mia vita privata e professionale mi ero preparata anche poco mentalmente alla mia imminente esperienza. Conoscevo Novella e Corinna oltre al Dottor George e pensare di condividere una esperienza del genere con amiche “speciali” mi rendeva felice e serena. Già nel viaggio verso l’aeroporto ho fatto conoscenza con le persone del gruppo ed è stato subito feeling, complicità. Mi sono piaciute moltissimo le persone della “squadra” ognuna con le sue caratteristiche personali e professionali, ho imparato moltissimo da Fabio(il nostro grande pediatra) così come da Naika, Mirela, Beatrice, Michele. Ognuno ha da subito avuto il suo ruolo operativo sul campo e nel gruppo, direi che ci siamo davvero tutti completati senza ridondanze o interferenze. Bellissimi anche i momenti di condivisione la sera a cena o nelle nostre passeggiate sotto quel meraviglioso cielo stellato. Bellissimo e toccante il contatto con la gente dei villaggi…I bambini meravigliosi, i gesti delle mamme che sono uguali a tutte le latitudini della terra. Questa esperienza mi ha arricchita dal punto di vista umano e professionale dandomi modo di conoscere persone solari come Suor Josephine, Teo…e mi rimarranno per sempre nel cuore quei bimbi ammalati coi quali abbiamo avuto contatti più prolungati Mima e Zakia… Ritornare alla realtà ed immergersi di nuovo nei problemi di lavoro è difficile…sembrano cose con poco significato….un voler complicarsi la vita… Spero di poter ripetere l’anno prossimo la missione in Madagascar per dare continuità a quanto seminato..

 

NOVELLA – La mia prima missione in Madagascar la mia 3° con HHPP, condivisa con un team speciale; è bello trovare una sintonia, armonia e condivisione fra le persone; io sto BENE quando ciò accade. Nelle nostre sere malgasce ci siamo detti che siamo solo gocce nel mare … ma a volte le gocce lasciano traccia a chi le tocca.

 

Dr GEORGE – Ed anche questa volta eccoci giunti al termine di questa nuova missione di H.H.P.P. che mi ha visto protagonista attivo insieme ai miei fantastici compagni di viaggio ed al mio amore Beatrice. Il resoconto finale è anche in questa occasione molto positivo perché abbiamo compiuto tutto quello che avevamo programmato, ed anche di più; anche dopo la nostra partenza la presenza delle fantastiche Nicoletta e Novella ha permesso di continuare ad assistere Zakya, Mimà ed Abdul . In seguito l’attività dell’Associazione sarà assicurata dall’attenta e premurosa presenza del nostro Roberto che sarà la longa manus di H.H.P.P. a Nosy Be sia per il compimento degli interventi strutturali (scuole , latrine e pozzi) che per quelli sanitari ed umanitari. Anche questa volta il gruppo umanitario che è sceso in campo in questa 2° missione in terra malgascia è stato più che all’altezza del suo compito : coesione , condivisione di intenti, partecipazione attiva di ognuno. Mai un lamento di alcuno se tutte le mattine ci dovevamo svegliare alle 6 , mai uno sbuffo se il rompiscatole del Presidente la sera richiamava all’ordine tutti per il diario , e soprattutto tutti sempre umanitariamente d’accordo per gli importanti interventi sanitari da portare avanti per chi ne aveva veramente bisogno. Per me che da ben 14 anni vivo queste esperienze è una gioia immensa vedere come persone che prima non si conoscevano affatto, si sono sentite coinvolte emotivamente da questa attività di un’associazione che riconosce proprio nel supporto di tutti la sua arma vincente contro l’egoismo e aridità emozionale. Ho visto la mia Beatrice, e non solo lei, piangere di gioia quando facevo volare l’aquilone con i bambini dal piede torto e di amorevole compartecipazione quando Zakya si è presentata quella mattina febbricitante e con grande difficoltà respiratorie. Grazie Beatrice, grazie a voi tutti amici miei, che anche questa volta avete condiviso con me questo nostro comune sogno umanitario. Nei giorni, nei mesi, negli anni che verranno altre sfide si presenteranno sulla strada umanitaria di H.H.P.P. e sono certo che con il vostro disinteressato aiuto e la vostra sincera ed affettuosa condivisione, queste saranno tutte superate per la realizzazione del nostro comune SOGNO UMANITARIO DALLA VALDINIEVOLE NEL MONDO.

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